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Ribaltone Ischia, parla il presidente Lauro: «Gli allenatori sono figli dei risultati, scelta inevitabile»

di Redazione Notiziario del Calcio

L'Ischia volta pagina e lo fa con una decisione drastica, figlia di un momento di appannamento che rischiava di compromettere il finale di stagione. Il presidente Luigi Lauro ha presentato ufficialmente Vincenzo Platone come nuovo tecnico della prima squadra, spiegando con estrema franchezza le ragioni che lo hanno portato a interrompere il rapporto con il precedente allenatore, Corino.

Il numero uno del club isolano ha tenuto a precisare che la stima professionale nei confronti del vecchio mister resta immutata, ma la realtà del campo ha imposto una riflessione profonda. Nelle ultime quattro uscite, infatti, la squadra ha raccolto un solo punto, mostrando segnali di cedimento preoccupanti soprattutto sotto il profilo della concentrazione.

«Gli allenatori sono figli dei risultati purtroppo. Ho visto la squadra che non riusciva a esprimere determinate cose e ho preso questa decisione» ha ammesso Lauro, sottolineando come la mancanza di cattiveria nei momenti decisivi e i troppi gol incassati per cali di attenzione abbiano spinto la società a cercare quella che ha definito una «scossa» necessaria.

Il presidente ha poi voluto fare chiarezza sul mercato di dicembre, difendendo la bontà degli innesti effettuati. Secondo Lauro, i nuovi arrivati hanno alzato il livello qualitativo della rosa, ma nell'ultimo periodo si era rotto qualcosa di più profondo all'interno dell'ambiente, un equilibrio che non permetteva più di tradurre le prestazioni in punti concreti.

«Non c’era più sinergia, quella è la parola giusta. Ho preferito agire a malincuore perché avevo un bellissimo rapporto con mister Corino, ma nel calcio bisogna prendere decisioni importanti nel momento giusto» ha aggiunto il patron, evidenziando come la classifica non permetta alcun tipo di rilassamento finché la matematica non garantirà la salvezza.

In questo scenario si inserisce Vincenzo Platone, che torna a Ischia con la consapevolezza di chi deve bruciare le tappe. Il tecnico ha subito messo in chiaro la sua visione per questo scorcio finale di campionato, rifiutando l'idea di una gestione conservativa o tranquilla nonostante il vantaggio sulla zona calda.

Per il nuovo allenatore, le sfide che restano da qui alla fine non sono semplici partite di calcio, ma vere e proprie battaglie campali. «Sono cinque crociate. Non sento addosso tutta questa tranquillità, voglio spingere i ragazzi ad andare oltre il proprio limite» ha dichiarato con forza durante la conferenza di presentazione.

Platone ha ereditato una squadra che ha già iniziato a conoscere sul campo in questi primi giorni di allenamento. Sebbene il tempo per imporre una precisa identità tattica sia ridotto, il mister punta tutto sull'aspetto caratteriale e sulla capacità dei calciatori di adattarsi rapidamente a una nuova mentalità vincente.

«Servirebbe tempo, ma non ne abbiamo. Quindi concettualmente servono soltanto due cose: sacrificio e coraggio» ha ribadito il tecnico, spiegando che queste caratteristiche devono diventare il marchio di fabbrica dell'Ischia da qui alla fine, indipendentemente dai moduli o dagli schemi di gioco.

Nonostante la sua fama di allenatore che predilige il gioco ragionato e la costruzione della manovra, Platone ha dimostrato grande pragmatismo. Ha chiarito che la squadra dovrà essere capace di leggere i momenti della gara, privilegiando la solidità e la concretezza quando la situazione lo richiederà, senza dogmi tattici controproducenti.

Il nuovo tecnico ha infine espresso fiducia nel gruppo, lodando la disponibilità mostrata dai calciatori sin dai primi istanti. L'obiettivo è quello di centrare l'obiettivo minimo nel minor tempo possibile, per poi iniziare a costruire, eventualmente, le basi per un futuro che possa vedere l'Ischia protagonista su palcoscenici ancora più prestigiosi.


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