Reggina, Torisi lancia la sfida: «Fino a quando la matematica non ci condanna, noi abbiamo l'obbligo di lottare»
La Reggina esce con il bottino pieno dalla delicata trasferta contro l'Athletic Palermo, portando a casa tre punti che pesano come macigni nell'economia di una stagione vissuta costantemente all'inseguimento. Al termine del match, il tecnico amaranto Alfio Torrisi ha analizzato la prestazione dei suoi uomini, sottolineando l'importanza di un successo arrivato al termine di una settimana estremamente dispendiosa dal punto di vista fisico e mentale.
Il percorso della squadra è stato definito dall'allenatore come una scalata costante, iniziata da una situazione di classifica che sembrava quasi compromessa dopo la sconfitta interna contro i palermitani e il successivo recupero della Nissa. In quel momento, il distacco dalla vetta era scivolato a dodici lunghezze, rendendo necessario un cambio di passo che, numeri alla mano, è poi effettivamente avvenuto con grande determinazione.
«Eravamo distantissimi dalle primissime posizioni, siamo andati a meno dodici e abbiamo fatto una rincorsa penso incredibile» ha esordito Torisi, evidenziando come la Reggina nel girone di ritorno abbia marciato a ritmi altissimi. Secondo il mister, i dati attuali dicono che la sua squadra è riuscita persino a superare la capolista per punti conquistati nella seconda parte del torneo, segno di una continuità ritrovata nonostante qualche incidente di percorso.
La vittoria di oggi assume un valore specifico ancora più alto se contestualizzata nel calendario ravvicinato degli ultimi giorni. Reduci dalla battaglia di Barcellona giocata solo pochi giorni prima, i calciatori amaranto hanno dovuto fare i conti con la stanchezza, affrontando un avversario che aveva goduto di un turno di riposo in più e di una preparazione settimanale decisamente più lineare e meno frammentata.
«Questa vittoria è ancora più importante perché abbiamo incontrato una squadra che ha giocato una partita in meno rispetto a noi in una settimana» ha osservato il tecnico, elogiando lo spirito di sacrificio dei suoi ragazzi. Nonostante un calo fisiologico negli ultimi venti minuti, la difesa ha retto bene l'urto, limitando i pericoli a qualche traversone e gestendo con maturità i momenti di massima pressione della formazione di casa.
Unico rammarico della giornata resta la mancata chiusura del match in contropiede, dove la Reggina ha sprecato due occasioni nitidissime per il raddoppio. Torisi ha però giustificato la mancanza di lucidità sotto porta con l'enorme sforzo profuso, citando in particolare la stanchezza di Ferraro e Pellicanò, che non sono riusciti a concretizzare le transizioni decisive per evitare la sofferenza finale.
Dal punto di vista tattico, l'allenatore ha spiegato come la partita sia stata preparata per indurre gli avversari a giocare su linee meno congeniali, cercando di limitare il raggio d'azione dei loro palleggiatori più tecnici. La pressione uomo su uomo e la gestione delle seconde palle sono state le chiavi per arginare un Athletic Palermo che ha dimostrato per lunghi tratti della stagione di meritare il primato in classifica.
Un pensiero speciale è stato rivolto ai sostenitori, che non hanno potuto seguire la squadra in trasferta ma la cui vicinanza è stata percepita chiaramente da tutto il gruppo. «Indossare questa maglia comporta una grandissima responsabilità, è qualcosa di diverso rispetto alle altre piazze» ha ammesso il mister, dicendosi certo che i tifosi oggi possano sentirsi pienamente rappresentati e orgogliosi dell'atteggiamento mostrato in campo.
Guardando al futuro prossimo, Torisi non vuole sentire parlare di tabelle o programmi definiti, preferendo concentrarsi sulle restanti cinque battaglie che separano la squadra dal termine della stagione regolare. Il suo messaggio è chiaro: la perseveranza deve essere la bussola della Reggina fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata, sperando che il campionato continui a regalare sorprese.
«Bisogna perseverare, bisogna continuare fino a quando la matematica non ci condanna» ha concluso il tecnico, ricordando precedenti storici in cui clamorose rimonte si sono concretizzate proprio sul filo di lana. L'obiettivo minimo resta quello di farsi trovare pronti a sfruttare ogni passo falso della concorrenza, mantenendo alta la tensione e l'unità d'intenti che ha permesso di uscire da un momento critico.