Reggina-Sambiase 4-2: vittoria inutile, quarto anno in Serie D sempre più vicino
Il Granillo si tinge d'amaranto per l'ultima volta della stagione regolare, ma la festa resta a metà. La Reggina supera il Sambiase per quattro reti a due in una gara senza storia sul piano del risultato, ma del tutto ininfluente sul piano della classifica: senza la promozione diretta, che non è arrivata, il club reggino è condannato quasi certamente a disputare un quarto consecutivo anno in Serie D, con l'unica prospettiva di dover affrontare i playoff, già definiti da più parti come un appuntamento sostanzialmente inutile.
La partita, giocata nel pomeriggio e seguita da una cornice di pubblico importante — oltre 4.300 gli spettatori presenti sugli spalti, con circa 400 sostenitori al seguito del Sambiase — si è aperta nel segno degli amaranto. Al decimo minuto di gioco è Fofana a sbloccare il risultato: ricevuta palla al limite dell'area, il centrocampista lascia partire un sinistro preciso all'angolino basso che non lascia scampo a Giuliani. La Reggina appare padrona del campo sin dalle prime battute, con il tridente Ragusa-Mungo-Di Grazia a creare costantemente pericoli alla difesa ospite, già prima del vantaggio con Laaribi che aveva impegnato il portiere avversario.
Il raddoppio arriva al ventesimo: Distratto crossa dalla sinistra verso il centro dell'area, Fofana colpisce di testa e la respinta di Giuliani non è pulita, permettendo a Mungo di insaccare comodamente da pochi passi. Due a zero, risultato che sembra mettere in discesa una gara già indirizzata. Il Sambiase prova a reagire e al diciassettesimo aveva già sfiorato il gol con Costanzo, che aveva saltato Giuliodori prima che Domenico Girasole chiudesse in angolo in maniera provvidenziale. La prima frazione si chiude però senza ulteriori emozioni, con la Reggina avanti di due reti.
Nella ripresa la gara si fa più aperta. Al cinquantaduesimo minuto il Sambiase accorcia le distanze: sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Kouame anticipa un difensore amaranto e firma il 2-1, rimettendo in discussione un risultato che pareva già scritto. La reazione della Reggina non si fa attendere: al settantesimo minuto Di Grazia riporta i padroni di casa sul doppio vantaggio con una punizione di destro che si insacca all'angolino, rendendo vano l'intervento di Giuliani. Sembrava fatta, ma al settantacinquesimo Francisco — entrato dalla panchina — sprinta sulla sinistra e serve un assist basso al centro che Ortolini trasforma da distanza ravvicinata per il 3-2. La gara torna in equilibrio emotivo per qualche minuto, prima che Ragusa metta definitivamente il sigillo al risultato al settantottesimo, sfruttando un assist di Salandria dalla destra per firmare il definitivo 4-2.
Sul fronte delle altre partite, decisive per la composizione del quadro playoff, la Gelbison è andata in vantaggio sul Gela mentre il Ragusa conduceva sull'Athletic Palermo: uno scenario che, al momento della redazione degli aggiornamenti, poneva i cilentani al quarto posto e quindi come potenziale avversaria della Reggina nella semifinale. La Nissa, dal canto suo, ha dilagato chiudendo sul 3-0 grazie alle reti di Palermo, Agnello e De Felice.
In casa Reggina, mister Torrisi aveva confermato il consueto undici titolare, con Ferraro unica punta e il terzetto Ragusa-Mungo-Di Grazia a supporto, nel collaudato schema 4-2-3-1. La partita è stata anche l'occasione per salutare con un applauso Distratto, sostituito nell'ottantasettesimo da Macrì, mentre nel corso della ripresa avevano trovato spazio anche Salandria, Desiato, Guida e Porcino. Prima del fischio d'inizio, un minuto di raccoglimento è stato osservato in onore di Alex Zanardi.
Il bilancio della stagione per la Reggina resta dunque amaro, nonostante la convincente prestazione odierna. Per il terzo anno consecutivo la squadra dello Stretto dovrà confrontarsi con i playoff, senza la certezza — anzi, con la quasi assoluta improbabilità — di raggiungere la promozione attraverso questa strada. Un quarto anno in Serie D appare, salvo clamorosi colpi di scena, lo scenario più realistico.