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Reggina, Praticò non usa giri di parole: «A dicembre mi prendevano per pazzo, ora aspettiamo la Procura»

di Redazione Notiziario del Calcio

La vittoria sul campo non distoglie l'attenzione dei vertici amaranto dalle vicende legali che stanno scuotendo il girone. Il direttore generale Giuseppe Praticò ha analizzato con estrema lucidità il momento delicato che sta attraversando il calcio dilettantistico, ponendo l'accento sulle inchieste in corso. «In questo torneo sono emerse diverse dinamiche fuori dal comune che sono attualmente sotto la lente d’ingrandimento» ha spiegato il dirigente. «Il nostro compito è osservare con attenzione, monitorando costantemente l'andamento delle indagini. Sappiamo che la Procura sta esaminando alcuni match sospetti e, parallelamente, l’esposto presentato da Acireale e Sancataldese contro il Messina».

«Il primo filone d’inchiesta è ormai prossimo alla chiusura» ha proseguito il DG, entrando poi nel merito della questione che riguarda il club peloritano. «Si parla della presenza di firme riconducibili a un soggetto inibito sui contratti di alcuni atleti, anche se personalmente non ho ancora avuto modo di visionare gli atti ufficiali. Quello che conta è che vengano assicurate trasparenza e legalità: chi commette errori deve necessariamente saldare il debito con la giustizia sportiva. Restiamo in attesa di novità nei prossimi giorni, mantenendo la concentrazione sul finale di stagione. Il calcio insegna che tutto può succedere, specialmente considerando che alla Reggina non è mai stato concesso alcun favore gratuito».

Passando all'analisi tecnica dell'annata, Praticò non ha nascosto un pizzico di amarezza per i punti lasciati per strada durante il cammino. «Esistono molti incontri sui quali abbiamo ancora forti recriminazioni. È evidente che quando non si tagliano i traguardi prefissati, le responsabilità vadano suddivise tra tutte le componenti. Nonostante il campionato ci abbia offerto molteplici occasioni per rientrare, siamo mancati nei momenti decisivi. Provare a rincorrere per due anni consecutivi è logorante e, in ultima analisi, possiamo solo fare autocritica per non aver saputo approfittare di determinate situazioni».

«Provare a raccogliere solo otto punti in altrettante sfide è un dato inaccettabile» ha sottolineato con forza il direttore generale amaranto. «Il rammarico per ciò che si poteva costruire è davvero tanto. È pur vero che, dopo una lunga striscia positiva, un inciampo come quello di Lamezia può essere messo in preventivo, ma la nostra storia recente ci vede troppo spesso costretti a inseguire gli altri. Con l'approdo di mister Torrisi abbiamo cercato di dare una sterzata decisiva: vogliamo continuare a crederci con convinzione fino al prossimo 3 maggio, perché nel calcio nulla è scritto finché non cala il sipario, sebbene la classifica attuale sia oggettivamente complessa».

Il discorso si è poi spostato sulle scelte effettuate durante le sessioni di riparazione e sulle prestazioni dei singoli. «Guida resta un attaccante di valore, ma nel calcio capita che un calciatore passi dai venti gol di una stagione ai cinque di quella successiva. Ci è mancato il contributo realizzativo di diversi elementi, e i numeri parlano chiaro se pensiamo che Barillà, solo un anno fa, aveva superato abbondantemente la doppia cifra. Va però dato atto a Torrisi di aver svolto un lavoro corale notevole per traghettarci fuori da un contesto complicato, mettendo in campo una dedizione assoluta».

In merito alle voci di un possibile passaggio di quote societarie a imprenditori locali, il DG ha preferito mantenere un profilo istituzionale. «Non sono io il referente adatto per queste tematiche, è una materia di esclusiva competenza della proprietà. Posso però affermare con certezza che questa compagine societaria ha sempre onorato ogni impegno preso. Se guardiamo altrove, vediamo club che rischiano di non terminare il torneo o che convivono con pesanti penalizzazioni. È necessario un profondo ripensamento dell’intero sistema calcio, poiché ambire al professionismo è un desiderio comune, ma sostenerne i costi non è da tutti».

In chiusura, Praticò ha ricordato i torti subiti dal club negli ultimi tempi, rivendicando la solidità della Reggina nonostante le avversità. «Siamo stati profondamente penalizzati la scorsa estate, quando con ogni probabilità avremmo dovuto trovarci in Serie C. Anche andando più a ritroso, l'esclusione dalla serie cadetta è stata un colpo durissimo, pur riconoscendo le mancanze della gestione dell'epoca. Oggi però siamo una realtà sana che guarda avanti con dignità, consapevole della propria forza».


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