.

Reggina, non bisogna più commettere gli errori del passato

di Ermanno Marino

La stagione della Reggina si chiude con un bilancio amaro. Al di là degli errori commessi in campo, ciò che ha pesato in maniera determinante sulla corsa alla promozione diretta è stata l'incapacità del reparto offensivo di garantire un numero adeguato di reti. I dati parlano chiaro: nessun attaccante amaranto ha raggiunto la doppia cifra di marcature, una lacuna strutturale che ha compromesso le ambizioni del club. Questa l'analisi della Gazzetta del Sud stamane in edicola.

Il paragone con la stagione precedente è impietoso. L'anno scorso, l'argentino Barranco aveva firmato 14 reti in gare ufficiali — di cui una in Coppa Italia — offrendo alla squadra guidata da Trocini la spinta necessaria per competere punto a punto con il Siracusa, formazione considerata fra le più attrezzate del torneo. Quest'anno, ceduto il centravanti sudamericano senza provvedere a un sostituto all'altezza, il vuoto realizzativo si è fatto sentire in modo evidente.

Scorrendo le cifre, il quadro che emerge è quello di una fase offensiva frammentata e poco incisiva. Ferraro si è attestato come il principale realizzatore del gruppo con 8 centri, seguito da Edera a quota 5 e dalla coppia Ragusa-Di Grazia con 4 reti ciascuno. Guida, Barillà, Palumbo, Pellicanò, Grillo e Montalto si sono fermati a una rete per uno. Un bottino complessivo che, distribuito su tanti interpreti senza un punto di riferimento dominante, ha finito per indebolire la manovra offensiva nei momenti decisivi del campionato.

Va riconosciuta a Ferraro la costanza dell'impegno — e in almeno due scontri diretti di rilievo la sua presenza si è rivelata determinante — ma la sua resa è rimasta altalenante nel corso della stagione, alternando prestazioni di qualità a lunghe parentesi di anonimato. Tra i nomi che avrebbero potuto fare la differenza c'è senz'altro il capitano Barillà, impiegato nel ruolo di sottopunta: una serie di infortuni lo ha però tenuto lontano dal campo per diversi turni, privando la squadra di un apporto che, in condizioni di continuità, avrebbe potuto incidere in maniera più significativa sul rendimento del reparto.

Le difficoltà del tecnico nel gestire un attacco cronicamente a corto di gol affondano le radici in una scelta estiva discutibile: la cessione di Barranco senza garantirsi un'alternativa credibile. Un errore che si sarebbe potuto in parte rimediare già nel corso della sessione di mercato invernale, intervenendo a gennaio con l'acquisto di un centravanti. Così non è stato. Il club ha risposto con l'ingaggio di Guida, il cui rendimento è rimasto però al di sotto delle aspettative, senza riuscire a colmare il vuoto lasciato dal bomber argentino.

Con la stagione ormai archiviata, l'attenzione si sposta inevitabilmente sulle prossime mosse della società in sede di mercato. La priorità appare chiara: individuare un centravanti di spessore, capace di affiancarsi a Ferraro e di garantire quella continuità realizzativa che è mancata lungo tutto l'arco del campionato. L'attaccante, sotto contratto per una sola stagione con un'opzione di rinnovo, avrebbe espresso la volontà di proseguire la propria avventura in amaranto. Resta da vedere se le valutazioni del club coincideranno con questa intenzione.

Una cosa appare certa: senza un intervento deciso in avanti, la prossima stagione rischia di riproporre gli stessi limiti. E il tempo per rimediare è adesso.


Altre notizie
PUBBLICITÀ