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Reggina letale nel secondo tempo: basta il minimo sforzo per stendere il Paternò

di Redazione Notiziario del Calcio

Il trentesimo secondo turno del campionato di Serie D ha visto la Reggina rispettare pienamente il ruolo di favorita nel confronto casalingo contro il Paternò. Sul manto erboso dello stadio Granillo, la compagine amaranto è riuscita a imporsi con il punteggio di 2 a 0, sbrigando la pratica contro l'ultima della classe pur senza brillare eccessivamente per lunghi tratti della gara.

L'avvio del match non ha regalato particolari emozioni, con le due squadre che si sono studiate a lungo in una fase di gioco priva di sussulti degni di nota. La difesa degli ospiti è apparsa inizialmente solida, riuscendo a disinnescare un suggerimento potenzialmente letale di Ferraro che cercava l'inserimento di Salandria nel cuore dell'area di rigore siciliana.

I primi brividi veri sono però arrivati dalla distanza, quando una potente conclusione di Lucca ha fatto tremare il pubblico di casa: solo un provvidenziale tocco di Lagonigro ha permesso alla palla di infrangersi sulla traversa anziché finire in rete. Questo episodio ha dato fiducia agli etnei, mentre dagli spalti del Granillo iniziavano a levarsi i primi fischi di disappunto per la prestazione dei padroni di casa.

La reazione amaranto è stata affidata a un destro a giro di Salandria che è terminato lontano dai pali, mentre poco dopo Lucatelli si è dovuto impegnare seriamente per neutralizzare una conclusione velenosa di Distratto scagliata da posizione defilata. Prima dell'intervallo, gli ospiti hanno sprecato una ghiotta opportunità in contropiede con Ferrandino, murato ancora una volta da un attento Lagonigro.

La prima frazione si è conclusa con una debole conclusione di Ragusa, bloccata senza affanni dall'estremo difensore avversario, fotografia di un primo tempo decisamente sottotono per gli uomini di Torrisi. Al rientro dagli spogliatoi, tuttavia, la Reggina si è presentata con un piglio differente, alzando il baricentro e cercando con più insistenza la via del vantaggio.

Nonostante una maggiore pressione, testimoniata da una respinta di Lucatelli su tiro di Ferraro, la manovra amaranto ha faticato a trovare quegli spazi necessari per verticalizzare in modo risolutivo. La tensione è salita anche a causa di due contatti sospetti all'interno dell'area siciliana, sui quali il direttore di gara ha però preferito sorvolare, non ravvisando gli estremi per la massima punizione.

L'equilibrio si è finalmente spezzato al 26’ della ripresa: Ragusa ha scagliato un diagonale insidioso che Lucatelli non è riuscito a trattenere, favorendo l'accorrente Di Grazia che da due passi ha depositato il pallone in fondo al sacco. Sbloccato il risultato, la Reggina ha trovato il raddoppio appena sei minuti più tardi, beneficiando di un calcio di rigore assegnato per un fallo di mano commesso da Scalon.

Dal dischetto si è presentato lo stesso Ragusa, che con estrema freddezza ha trasformato il penalty chiudendo virtualmente i conti. L'ultimo segmento della sfida non ha offerto ulteriori spunti di cronaca, con la squadra di casa impegnata a gestire il doppio vantaggio e il Paternò ormai privo delle energie necessarie per tentare una clamorosa rimonta tra le mura nemiche.

Reggina-Paternò 2-0 Marcatori: 26’ st Di Grazia; 32’ st Ragusa (rigore). Reggina: Lagonigro; Giuliodori (29’ st Desiato), R. Girasole, D. Girasole, Distratto (37’ st Porcino); Salandria, Fofana; Edera (1’ st Di Grazia), Ragusa (35’ st Chirico), Palumbo (15’ st Barillà); Ferraro. A disp.: Summa, Adejo, Guida, Macrì. All. Alfio Torrisi. Paternò: Lucatelli; Scalon, Brumat (27’ st Di Maria), Fernandez; Ferrandino, Marchetti (42’ Di Pietro), D'Aloia, Moriceau (40’ st Ardizzone), Romano, Lucca (40’ st Bari), Zinnà. A disp.: Smith, Cesani, Di Fazio, Ursino, Ababei. All. Francesco Millesi. Arbitro: Pica di Roma 1 (Monardo di Bergamo e Marra di Torino). Note: sono stati ammoniti: Marchetti, Giuliodori, Romano e Desiato. Recupero: 1’ e 5’.


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