Recanatese, Guzzini: «La nostra richiesta non era contro il Chieti ma per il rispetto delle regole»
La Commissione Federale di Appello si è pronunciata a favore della Recanatese. Al termine dell'udienza, alla quale hanno preso parte il presidente del club marchigiano Massimiliano Guzzini e l'avvocato Grassani, l'organo federale ha emesso una decisione che la società attendeva con fiducia.
A esprimere piena soddisfazione è stato lo stesso Guzzini, che ha dichiarato: «Prendo atto con soddisfazione di quanto ha appena deciso la Commissione Federale di Appello al termine dell'udienza alla quale ho partecipato unitamente al nostro avvocato Grassani, che ringrazio. È una decisione che attendevamo con fiducia, convinti delle ragioni della nostra posizione, suffragata da documenti inequivocabili».
Il ricorso presentato dalla Recanatese era stato sostenuto da altre tre società: Sammaurese, Termoli e Forsempronese. Il presidente ha tenuto a ringraziarle pubblicamente, precisando al contempo la natura della battaglia intrapresa: «Ringrazio Sammaurese, Termoli e Forsempronese che hanno sostenuto la nostra richiesta, che non era contro ma per il rispetto delle regole». Guzzini non ha tuttavia nascosto una punta di amarezza nei confronti di chi ha scelto di non schierarsi al fianco del club: «Ringrazio anche le altre società che non ci hanno dato sostegno e non hanno capito l'importanza della nostra azione che era per il rispetto delle regole, per la correttezza delle procedure tecniche, amministrative e contabili che devono essere seguite dalle società, era per la credibilità del sistema calcio».
La controversia vedeva coinvolto il Chieti Calcio, nei confronti del quale il presidente della Recanatese ha voluto dissipare ogni possibile equivoco: «La nostra richiesta non era contro il Chieti, città importante, club prestigioso, tifoseria appassionata e abituata al professionismo, alla quale auguro tutto il bene sportivo possibile per il futuro. Dovevamo intervenire per chiedere il rispetto delle regole».
Guzzini ha poi illustrato le motivazioni profonde che lo hanno spinto ad agire, richiamando il senso di responsabilità verso l'intera struttura del club e verso sé stesso: «Lo dovevo alla Recanatese, che mi onoro di rappresentare, alla sua storia, ai suoi tesserati, ai tifosi ma più in generale lo dovevo a me stesso, al consiglio di amministrazione, allo staff tecnico, a tutti coloro che hanno in questi anni fatto sacrifici per sostenere il progetto. Perché la Recanatese crede, dimostrandolo sempre e non a parole, nei valori dello sport e nella lealtà e penso che abbiamo dato un servizio a tutte le squadre della Lega Dilettanti».
Il presidente ha inoltre colto l'occasione per chiedere scusa qualora i toni utilizzati nelle scorse settimane siano risultati eccessivi: «Per questo motivo, convinto che la Recanatese avesse subito un'ingiustizia, ho usato termini forti, forse esagerati, e se qualcuno si è sentito offeso mi scuso».
Archiviata la vicenda sul piano sportivo-giuridico, il pensiero di Guzzini è già rivolto all'appuntamento decisivo che attende la squadra: i play out. La categoria è in bilico e domenica, al campo Tubaldi, andrà in scena una partita che potrebbe segnare il futuro del club: «Ora testa e cuore al play out, perché alla fine il destino dei clubs si decide in campo. I ragazzi ed il mister sanno che domenica ci giochiamo la stagione ed anche il futuro, perché questa categoria ci appartiene da tanto tempo e vogliamo con tutte le nostre forze mantenerla».
Un appello finale è stato rivolto direttamente alla tifoseria, affinché si stringa attorno alla squadra nel momento più delicato della stagione: «Mi auguro che i nostri tifosi domenica affollino il Tubaldi per compiere, tutti insieme, questo ultimo e decisivo passo».