.

Recanatese, attesa per l'udienza. Grassani: «Nessun documento attesta bonifici non revocati, siamo fiduciosi»

di Redazione Notiziario del Calcio

L’attenzione nel mondo giallorosso è tutta rivolta all’imminente confronto davanti alla Corte Federale d’Appello. L’appuntamento decisivo è fissato per giovedì mattina, un passaggio cruciale per definire il futuro dei playout.

L'avvocato Mattia Grassani, che cura gli interessi del club, definisce l'importanza del momento senza mezzi termini: «È la madre di tutte le battaglie. Intanto provvediamo a depositare la richiesta di intervento e contestualmente la possibilità di avere accesso alla documentazione prodotta dal Chieti».

La linea difensiva è chiara e punta dritto alle presunte mancanze amministrative della controparte: «La nostra strategia si basa sul fatto che non esiste alcuna prova provata del pagamento degli emolumenti. Ci sono solo dei fogli firmati senza alcuna autenticazione, senza data certa e non c’è nessun documento che attesti la presenza di bonifici non revocati».

Il legale entra poi nel merito delle testimonianze raccolte, citando direttamente componenti dello staff tecnico avversario: «Lo stesso vice allenatore D’Ercole ha dichiarato di non aver percepito emolumenti da settembre. Non esistono documenti che accertino l’adempimento delle obbligazioni».

A sostegno della tesi della Recanatese, Grassani richiama un caso giuridico molto recente e dai tratti analoghi: «Proprio così: è una fattispecie che più che definirei identica e riguarda la società di Genzano che disputa il massimo campionato di calcio a 5. Anche in questo caso le liberatorie sono state depositate dopo la scadenza dei termini e la società è stata comunque penalizzata».

Sul fronte dei possibili sviluppi dopo la sentenza di dopodomani, l'avvocato non esclude ulteriori gradi di giudizio, pur sottolineando la celerità necessaria per il campo: «Ci sarebbe la possibilità di rivolgersi al collegio di garanzia del Coni con tempi molto più dilatati e che comunque non andrebbero ad impedire lo svolgimento delle gare».

Nonostante le voci di nuovi elementi emersi, la Recanatese si sente pronta a ribattere colpo su colpo in sede di udienza: «Noi presenteremo una documentazione corposa convinti del fatto che parliamo di violazioni sostanziali, non certo formali».

In attesa del verdetto che arriverà in tempi brevissimi per consentire la disputa dei playout, il club prosegue il suo lavoro legale integrando anche le recenti inchieste giornalistiche: «In più non dimentichiamo l’inchiesta di Report che ha contribuito a fare luce sulla vicenda».


Altre notizie
PUBBLICITÀ