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Real Normanna pronta a decidere le sorti del Girone H con l'arte del "corto muso"

di Chiara Motta

Se guardate distrattamente la classifica del Girone H di Serie D, il vostro occhio probabilmente salterà a piè pari il decimo posto. Lì staziona la Real Normanna, lontana dai riflettori accecanti della lotta per la promozione e, apparentemente, a soli tre passi dal burrone dei play-out. Ma nel calcio, si sa, i numeri vanno letti, non solo guardati. E se c'è una squadra che in questo momento toglie il sonno agli allenatori delle corazzate del girone, quella gioca le sue partite casalinghe al Comunale di Aversa.

Mentre gli altri si godono le copertine, la formazione granata allenata da Giuseppe Sannazzaro si è trasformata nella più classica e letale delle ammazza-grandi. Dimenticate il calcio champagne, le goleade e lo spettacolo fine a se stesso: la Real Normanna è un inno alla concretezza, un capolavoro di cinismo che sta ribaltando le gerarchie del girone più difficile d'Italia.


I colleghi della concorrenza si limitano a snocciolare i dati, ma noi vogliamo andare oltre. Come fa una squadra a tenersi fuori dalla zona rossa avendo segnato la miseria di 23 gol in 30 partite (una media da retrocessione diretta)? Semplice: costruendo una cerniera difensiva al limite della perfezione. Con sole 21 reti al passivo, la retroguardia normanna è inferiore soltanto a quella del Barletta capolista, che attualmente vanta la miglior difesa d'Italia dalla Serie A ai dilettanti.

Tredici "clean sheet" (partite concluse a porta inviolata) non sono un caso, sono una sentenza. Sannazzaro ha plasmato una squadra scorbutica, compatta, capace di muoversi come un unico blocco. Concede poco o nulla, innervosisce gli avversari e li colpisce quando abbassano la guardia. Nelle ultime cinque giornate, questo sistema ha fruttato quattro vittorie (spazzate via Manfredonia, Pompei e Ferrandina) e un solo ko di misura contro l'invincibile Barletta. Senza dimenticare il lusso di aver ingabbiato la Paganese davanti al proprio pubblico.


C'è un dato che fa sorridere e riflettere allo stesso tempo: il capocannoniere della squadra, Antonio Messina, ha all'attivo appena 4 reti. Un'inezia per un bomber, ma un tesoro inestimabile per l'economia granata. La Real Normanna è la cooperativa del "corto muso": ben cinque delle nove vittorie stagionali sono arrivate con il risultato di 1-0. Segnano poco, pochissimo, ma i loro gol pesano come macigni. È la sublimazione del cinismo: un solo tiro in porta, un gol, e poi il sipario che cala inesorabile davanti all'area di rigore. Non a caso, il saldo della differenza reti è in attivo (+2), un lusso statistico che dall'ottavo posto in giù possono permettersi solo Sarnese e Fidelis Andria.


Il vero motivo per cui oggi parliamo della Real Normanna, però, è il calendario. Nelle prossime quattro settimane, i campani si tufferanno in un inferno di impegni che deciderà le sorti dell'intero campionato. Si comincia dalla tremenda trasferta di Martina, per poi incrociare i guantoni, in rapida successione, con Afragolese, Fasano e Gravina.

Due squadre in piena lotta per la vetta, una che sgomita per i playoff e un delicatissimo scontro diretto. Sulla carta, un filotto da far tremare i polsi a chiunque. Ma la sensazione, palpabile, è che a tremare non sarà la Real Normanna. Sannazzaro e i suoi ragazzi arrivano a questo crocevia nel momento di massima fiducia, consapevoli di aver trovato l'antidoto per anestetizzare le big.

Chiunque voglia il salto di categoria nel Girone H, da domenica in poi, dovrà prima trovare il modo di scavalcare il "Muro di Aversa". E vi assicuriamo che, di questi tempi, non è per niente facile.


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