Portelli e il no alla Nocerina: «Volevo aiutarli, ma non era un buon investimento: lo stadio non è adeguato»
Il naufragio della trattativa per l'acquisizione della Nocerina ha finalmente delle motivazioni ufficiali, sviscerate direttamente dal protagonista Joseph Portelli. L'imprenditore di Malta, attraverso i canali di TMV Sport, ha voluto fare chiarezza sulla chiusura dei negoziati con il club rossonero, evidenziando le ragioni profonde emerse dopo un'attenta fase di analisi dei conti e delle infrastrutture.
«Dagli studi che abbiamo condotto e attraverso la procedura di due diligence – per la quale, ci tengo a ribadirlo, ho investito personalmente una somma rilevante solo per analizzare lo stato del club – la mia ambizione era chiara: volevo una società che potesse, in futuro, calcare i campi della Serie A», ha esordito Portelli, definendo i contorni di un progetto che puntava al vertice.
Tuttavia, proprio gli accertamenti tecnici hanno smorzato gli entusiasmi, portando alla luce carenze strutturali insormontabili per un piano di quella portata. «Le analisi hanno dimostrato con estrema lucidità che per questo territorio e per questa squadra, puntare alla massima serie è estremamente complesso sotto il profilo logistico. Il motivo è semplice: non hanno mai frequentato certi palcoscenici in precedenza».
Il magnate ha poi messo l'accento sulla totale assenza di fondamenta solide su cui costruire un futuro professionistico di alto livello, citando carenze che vanno dal campo di gioco al vivaio. «La realtà dei fatti è che lo stadio non possiede i requisiti necessari; i settori giovanili e la formazione Primavera si trovano senza nulla a disposizione; mancavano persino i luoghi idonei per gli allenamenti. Sotto il profilo logistico, non abbiamo riscontrato nulla che fosse minimamente adeguato».
Oltre alla questione degli impianti, il bilancio finale dell'operazione non ha convinto l'imprenditore dal punto di vista economico, rendendo il rischio d'impresa troppo elevato rispetto ai margini di crescita ipotizzati. «Sinceramente avrei voluto dare una mano concreta, ci tenevo moltissimo anche in virtù della calorosa accoglienza che mi è stata riservata. Purtroppo però, i dati hanno confermato che non si tratta di un'operazione finanziaria valida in questa fase. I conti non tornano per nessuno».
Portelli ha inoltre chiarito di aver agito con la massima trasparenza verso la dirigenza attuale, inviando comunicazioni formali non appena compresa l'impossibilità di proseguire nel percorso di acquisizione. «Sette giorni fa ho provveduto a recapitare una missiva ufficiale nella quale comunicavo che l'interesse era svanito, motivandone ovviamente le ragioni. Non è stato affatto piacevole notare come, una settimana prima, si fosse diffusa la voce di un mio imminente sbarco a Nocera».
L'imprenditore ha espresso rammarico per l'eccessivo risalto mediatico dato a una trattativa non ancora conclusa, che ha generato false speranze in una tifoseria già provata da anni di delusioni sportive. «Molti hanno letto i quotidiani di Malta e so bene che erano già iniziati i festeggiamenti tra i sostenitori. Mi rammarica profondamente, perché so che si parla di una tifoseria che attende una svolta da moltissimo tempo».
In chiusura, il patron degli Ħamrun Spartans ha voluto dedicare un pensiero finale alla piazza campana, ribadendo come il suo fosse un desiderio sincero, infrantosi però contro la dura realtà dei numeri e delle strutture. «Mi dispiace davvero, perché alla fine parliamo di gente che aspetta qualcuno da decenni. Sono trent'anni che non raggiungono traguardi significativi e non hanno mai conosciuto la Serie A. Vedere un presidente con una visione ambiziosa capace di portarli in alto era, per loro, un sogno enorme».