Pontedera, altro che ripescaggio in C: a rischio anche l'iscrizione in serie D
Il sole dell'estate toscana rischia di portare con sé nubi molto più scure del previsto per il Pontedera Calcio. A poche settimane dalla retrocessione in Serie D, il club granata si trova in una situazione che va ben oltre la semplice delusione sportiva: la nuova proprietà, riconducibile al gruppo Sportheca, sembra essersi volatilizzata nel momento in cui la situazione richiederebbe presenza, decisioni e risorse.
Le rassicurazioni arrivate nei giorni immediatamente successivi alla retrocessione — con la società che aveva lasciato intendere la possibilità di un ripescaggio o di una riammissione in Serie C — appaiono oggi sempre più distanti dalla realtà che emerge dal territorio. Come riportato da Il Tirreno, attorno alla nuova gestione regna un silenzio assordante: non è ancora stata resa nota la composizione societaria ufficiale, non risulta nominato alcun direttore sportivo e nemmeno l'allenatore che dovrà guidare la squadra nella prossima stagione — qualunque essa sia — è stato scelto o annunciato.
Ma è sul fronte economico che la situazione assume contorni particolarmente allarmanti. Stando alle indiscrezioni che circolano con sempre maggiore insistenza nell'ambiente calcistico pontederese, i tesserati non avrebbero ancora ricevuto le competenze relative ai mesi di aprile e maggio. Un'inadempienza che colpisce non soltanto i calciatori della prima squadra, ma anche gli istruttori impegnati nel settore giovanile, figura centrale in qualsiasi progetto sportivo che voglia guardare al futuro. Ancora più grave la posizione di coloro che hanno messo a disposizione dei giocatori granata le proprie abitazioni: per questi ultimi, i mancati pagamenti risalirebbero addirittura al mese di marzo, con tre mensilità ancora in sospeso.
Un quadro che rende difficile immaginare, allo stato attuale, qualsiasi forma di pianificazione per la stagione entrante. Le scadenze federali, però, non aspettano nessuno, e quella del 16 giugno si avvicina con la velocità di un treno in corsa. Per poter presentare domanda di riammissione o ripescaggio in Serie C, il Pontedera dovrebbe mettere sul tavolo almeno 600mila euro. Una cifra che, alla luce di quanto trapela, sembra al momento del tutto fuori portata.
Il rischio concreto — e qui sta la parte più amara di questa vicenda — non è soltanto quello di dover rinunciare al sogno di tornare in Serie C, ma di non riuscire ad iscriversi nemmeno alla Serie D. Uno scenario che fino a pochi mesi fa sarebbe parso fantascienza per una piazza con la storia e la tradizione del Pontedera, e che oggi, invece, non può essere escluso.
La tifoseria e l'intera comunità sportiva della città attendono segnali concreti da parte di chi ha preso in mano le redini del club. Le prossime settimane saranno decisive: o la proprietà si fa avanti con risorse e risposte, oppure il Pontedera Calcio rischia di precipitare in un vuoto dal quale sarebbe molto difficile risalire.