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Pistoiese, mister Lucarelli: «Il 4-3-3 è il vestito ideale per questa squadra»

di Redazione Notiziario del Calcio

La Pistoiese conquista tre punti preziosi al Melani e nell'aria si respira un clima di cauto ottimismo. La vittoria contro la Rovato Vertovese rappresenta un segnale importante per la squadra arancione, che sta cercando di costruire continuità di risultati e prestazioni in un campionato impegnativo come quello di Serie D. Al termine del match, Cristiano Lucarelli si è presentato davanti ai microfoni per analizzare la gara con quella lucidità e quella schiettezza che lo contraddistinguono, offrendo una lettura dettagliata di quanto visto in campo e tracciando anche la direzione futura del suo progetto tecnico. Le dichiarazioni sono state raccolte da pistoiasport.com, che ha seguito da vicino il post partita del tecnico toscano.

L'analisi del mister parte dalle caratteristiche della squadra e dalle scelte tattiche che hanno fatto la differenza. «Noi abbiamo due esterni molto forti per la Serie D e da loro ci aspettiamo che facciano la differenza», ha spiegato Lucarelli, mettendo subito in evidenza uno degli elementi chiave della prestazione. La superiorità sulle corsie esterne è stata cercata e trovata, risultando determinante nell'economia della partita. Il tecnico arancione ha proseguito specificando come la preparazione della gara si sia concentrata proprio su questo aspetto: «Sapevamo che i duelli sulle fasce sarebbero stati fondamentali e vincendoli potevamo creare superiorità numerica, cosa che ci è riuscita». Una strategia chiara, studiata nei dettagli durante la settimana e applicata con efficacia sul terreno di gioco, permettendo alla Pistoiese di prendere in mano il controllo delle operazioni sin dalle battute iniziali.

Ma non è solo la supremazia nelle zone laterali del campo ad aver soddisfatto l'allenatore. C'è un altro elemento che Lucarelli ha tenuto a sottolineare, forse ancora più importante in ottica di crescita complessiva della squadra. «Finalmente abbiamo concretizzato subito le due occasioni create e questo è un passo avanti rispetto alle due partite precedenti», ha dichiarato con evidente soddisfazione. La concretezza sotto porta era stata una nota dolente nelle uscite recenti, con la squadra capace di costruire gioco ma poco efficace nel tradurre le opportunità in reti. Questa volta, invece, il cinismo non è mancato e le chance create sono state sfruttate prontamente, permettendo agli arancioni di indirizzare la gara sui binari giusti fin da subito. Un progresso tangibile che il mister ha voluto evidenziare come segnale di maturazione del gruppo.

Il giudizio sulla prestazione complessiva vede però una netta distinzione tra le due frazioni di gioco. «Il primo tempo mi è piaciuto molto», ha ammesso senza esitazioni Lucarelli, lasciando trasparire l'apprezzamento per l'approccio propositivo e l'intensità mostrata nei primi quarantacinque minuti. La squadra ha interpretato la gara con personalità, aggredendo l'avversario e sviluppando un calcio fluido e offensivo. La ripresa ha invece raccontato una storia diversa, anche se non necessariamente negativa. «Nel secondo abbiamo gestito in modo intelligente, anche se forse potevamo essere un po' più incisivi negli ultimi sedici metri per chiuderla definitivamente», ha aggiunto il tecnico, riconoscendo come la gestione del vantaggio sia stata razionale ma forse eccessivamente prudente. Pur comprendendo la logica di preservare il risultato, Lucarelli non nasconde un pizzico di rammarico per non aver affondato ulteriormente il colpo quando se ne presentava l'occasione.

Proprio da questa considerazione nasce il richiamo alla mentalità che deve animare la Pistoiese in ogni momento della gara. «La nostra mentalità deve essere sempre quella di attaccare per andare a segno», ha chiarito con fermezza il mister, tracciando una linea precisa su quello che dev'essere l'atteggiamento della squadra. Non basta amministrare, non basta difendere il vantaggio: serve quella fame costante di andare in gol, quella voglia di dominare l'avversario dall'inizio alla fine. È una filosofia di calcio ben precisa, quella predicata da Lucarelli, che punta a costruire una squadra propositiva e mai rinunciataria. E pur esprimendo soddisfazione per i tre punti conquistati, il tecnico non si adagia sugli allori: «Sono contento, ma dobbiamo ancora migliorare in alcuni dettagli». Una frase che testimonia l'ambizione di chi non si accontenta e che vuole alzare continuamente l'asticella delle prestazioni.

Sul fronte tattico, Lucarelli ha approfondito le scelte relative al sistema di gioco adottato. «Oggi abbiamo riproposto il quattro-tre-tre perché questa squadra è costruita per giocare così», ha spiegato, entrando nel merito dell'assetto che meglio si adatta alle caratteristiche della rosa a disposizione. Non si tratta di una decisione casuale o dettata dalle contingenze della singola partita, ma di una scelta strutturale che rispecchia le qualità dei giocatori arancioni. «Con Maldonado non possiamo non giocare a tre in mezzo al campo e lo stesso vale per gli esterni offensivi, che sono fondamentali per dare ampiezza», ha proseguito il mister, sottolineando come determinati elementi della squadra rendano quasi obbligatoria l'adozione di un modulo che ne esalti le caratteristiche. La presenza di un centrocampista delle qualità di Maldonado richiede un assetto che gli consenta di esprimersi al meglio, mentre gli esterni offensivi necessitano di un sistema che garantisca loro spazi e libertà di movimento sulle fasce.

Per Lucarelli, il quattro-tre-tre non è semplicemente un modulo ma rappresenta l'identità stessa di questa Pistoiese. «Mi sembra il vestito ideale per questa Pistoiese, fermo restando che, al di là del modulo, per me contano sempre i concetti e l'interpretazione della partita», ha precisato, dimostrando ancora una volta quella visione del calcio che va oltre gli schemi tattici puri. I numeri sulla carta contano fino a un certo punto: ciò che fa davvero la differenza è come i giocatori interpretano i loro ruoli, come si muovono in campo, come leggono le situazioni di gioco. È la mentalità, sono i principi di gioco, è la capacità di adattarsi alle diverse fasi della partita che determinano il successo o l'insuccesso di una squadra.

Nella parte conclusiva dell'intervista riportata da pistoiasport.com, il tecnico arancione ha toccato anche il tema mercato, argomento sempre caldo in questo periodo della stagione. «Voglio fare chiarezza: per me la rosa attuale è completa», ha esordito Lucarelli, tagliando corto su eventuali speculazioni relative a presunte necessità di rafforzamento dell'organico. Il mister si dice soddisfatto del gruppo che ha a disposizione e non avverte l'urgenza di intervenire sul mercato. Tuttavia, una precisazione importante segue subito dopo: «Però, avendo intrapreso la strada del tridente, dobbiamo essere pronti a intervenire qualora venisse a mancare un giocatore come Saporetti o Russo». Un'affermazione che denota lungimiranza e capacità di pianificazione. Se la squadra ha scelto di basarsi sul quattro-tre-tre con un tridente offensivo ben definito, è necessario avere alternative adeguate in caso di infortuni o altre assenze dei titolari in quei ruoli. Saporetti e Russo sono elementi fondamentali nello scacchiere di Lucarelli, e una loro eventuale indisponibilità potrebbe richiedere un intervento mirato per mantenere invariata la qualità e le opzioni tattiche a disposizione.


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