.

Pistoiese, Lucarelli non si fida: «Risultato positivo ma non definitivo, servirà un'altra impresa»

di Redazione Notiziario del Calcio

La vittoria ottenuta tra le mura amiche del Melani rappresenta un tassello fondamentale, ma guai a considerare i giochi ormai fatti. Cristiano Lucarelli, al termine del primo atto della finale di Coppa Italia, ha scelto di rompere il silenzio per analizzare con estrema lucidità il 2-0 maturato contro l'Ancona. Il tecnico arancione ha voluto mettere immediatamente in chiaro un concetto: non è stata solo la tattica a prevalere, quanto piuttosto una tenuta psicologica fuori dal comune.

Secondo l'allenatore, infatti, è stata proprio la maturità del gruppo a fare la differenza in una serata così sentita. «La prestazione mentale ci ha fatto fare questo risultato» ha dichiarato con fermezza Lucarelli, sottolineando come ogni singolo dettaglio sia stato curato con una precisione maniacale. Senza questo tipo di approccio, affrontare una corazzata capace di portare a casa nove successi nelle ultime dieci uscite sarebbe stato un compito quasi proibitivo per chiunque.

Il match ha vissuto fasi alterne, con un avvio di marca marchigiana che ha messo alla prova la solidità della retroguardia toscana. L'Ancona è partita forte, cercando di imporre il proprio ritmo, ma la Pistoiese ha saputo incassare senza scomporsi, attendendo il momento propizio per colpire. «L’inizio è stato a loro favore, poi noi siamo usciti con pazienza e giocando in modo ordinato, soprattutto nella metà campo difensiva» ha osservato il mister, lodando l'equilibrio dei suoi.

Nonostante il doppio vantaggio garantisca un discreto margine di sicurezza, il tecnico livornese preferisce mantenere il profilo basso, consapevole delle insidie che attendono la squadra nella gara di ritorno. Il verdetto del campo, pur essendo estremamente favorevole, viene descritto come un «risultato positivo, ma non ci mette al riparo da possibili rischi perché la gara di ritorno sarà una battaglia vera e dovremo farci trovare pronti».

L'allerta resta dunque massima, specialmente considerando la prolificità offensiva della compagine dorica, che ogni domenica dimostra di avere un feeling particolare con il gol. Lucarelli sa bene che l'atmosfera del Del Conero sarà infuocata e che i padroni di casa cercheranno in ogni modo di ribaltare l'inerzia della finale. Proprio per questo motivo, il messaggio alla squadra è perentorio: «I dorici saranno avversari tosti, segnano tantissimo ogni settimana e al Del Conero non potremo sbagliare niente».

Un altro tema toccato dal tecnico riguarda la gestione delle forze, un aspetto cruciale in questa fase della stagione dove gli impegni si accavallano. Lucarelli ha commentato anche le scelte di formazione dell'avversario, che si è presentato al Melani con ben sette volti nuovi rispetto all'ultima uscita di campionato. Questa rotazione massiccia è figlia di una rincorsa in classifica che sta assorbendo molte energie mentali e fisiche a entrambe le società.

Proprio in merito al calendario e alla struttura della competizione, l'allenatore ha ribadito la sua perplessità sulla formula del doppio confronto, che costringe i calciatori a sforzi supplementari. «È una società che sta facendo una rincorsa importante proprio come noi e c’è anche l’aspetto della gestione delle energie di cui dobbiamo occuparci, sia noi che loro» ha spiegato, suggerendo che una sfida secca sarebbe stata una soluzione ideale per tutti.

Secondo Lucarelli, una finale in gara unica sarebbe stata preferibile non solo per tutelare l'integrità dei giocatori, ma anche per regalare uno spettacolo più concentrato e vibrante alle due tifoserie. «Proprio per questo sarebbe stato meglio, per entrambi e per le due tifoserie, giocare solo una partita invece che due» ha concluso il tecnico, chiudendo una polemica che però non deve distogliere l'attenzione dall'obiettivo finale.

Ora la Pistoiese deve resettare tutto e prepararsi alla trasferta in terra marchigiana con lo stesso spirito mostrato al Melani. La coppa è vicina, ma per alzarla al cielo servirà ancora una volta quella solidità che ha permesso di annichilire un'Ancona in stato di grazia. La strada è tracciata, ma l'ultimo miglio, come spesso accade nel calcio di Serie D, sarà quello più difficile da percorrere.


Altre notizie
PUBBLICITÀ