Pistoiese, Iorio: «Parziale fallimento.. Se vinciamo le prossime tre, al 99% saremo in Serie C»
Il presidente della Pistoiese, Sergio Iorio, è intervenuto pubblicamente per fare il punto su una stagione vissuta tra slanci e frenate, con la squadra ora proiettata verso i playoff dopo aver mancato la vetta del campionato nelle ultime settimane.
Il dirigente ha offerto un'analisi senza sconti, partendo dal momento di appannamento che ha caratterizzato il finale di stagione regolare. Secondo Iorio, il dispendio di energie accumulato nel corso della trasferta di Ancona avrebbe pesato in maniera determinante sul rendimento del gruppo: «È plausibile che l'incredibile parentesi vissuta ad Ancona abbia finito per prosciugare le riserve di energia, sia sotto il profilo fisico che su quello psicologico, all'interno del gruppo». Un calo che ha inevitabilmente compromesso la rincorsa al primo posto: «Nelle settimane più recenti abbiamo smarrito quella verve che ci aveva contraddistinto durante il primo trimestre e così è sfumata la chance di conquistare il primato, un traguardo che avevamo messo nel mirino dopo la splendida cavalcata invernale».
Sul match di Desenzano, Iorio ha espresso una valutazione duplice: apprezzamento per l'approccio tattico, ma riserve sull'intensità mostrata dai suoi: «Nell'ultima trasferta abbiamo disputato la nostra gara, tuttavia non ho percepito quella ferocia agonistica che è indispensabile quando si scende in campo per una sfida decisiva, un vero e proprio dentro o fuori per il nostro destino».
La sconfitta contro il Coriano ha rappresentato il momento più buio del periodo, tanto da spingere il presidente a temere concretamente l'esclusione dalla fase playoff. Iorio non ha cercato attenuanti: «Dopo quella sconfitta ho realmente temuto che potessimo mancare l'appuntamento con gli spareggi e, per questa ragione, possiamo tranquillamente parlare di un parziale fallimento, pur utilizzando tutte le cautele del caso e le dovute virgolette».
Un'ammissione che testimonia la serietà con cui la dirigenza guarda ai propri obiettivi, ma che non si traduce in rassegnazione. Iorio ha chiarito che la conquista della promozione resta un traguardo concreto, a patto di sfruttare al massimo le prossime opportunità: «Adesso però ha inizio una fase completamente diversa. Sono convinto che se riusciremo a centrare il successo in tutti e tre gli incontri che ci attendono, avremo delle probabilità elevatissime di ottenere il ripescaggio nella categoria superiore».
A sostenere questo ottimismo contribuiscono anche le interlocuzioni avute con i vertici federali: «Ho avuto dei contatti diretti con i vertici della Lega nei giorni scorsi e pare che, quasi certamente, non verranno iscritte seconde squadre di Serie A. Questo ci posizionerebbe come la seconda realtà in graduatoria per il rientro in C, subito dopo una delle compagini retrocesse».
Il messaggio trasmesso al gruppo squadra è stato netto: azzerare il passato e concentrarsi esclusivamente sulle prossime tre partite. «Sono stato molto diretto con i calciatori: ho chiesto loro di resettare quanto accaduto finora e di focalizzarsi esclusivamente sulle prossime tre domeniche, dato che il nostro traguardo principale resta ancora concretamente alla portata».
Uno dei passaggi più significativi dell'intervento ha riguardato la posizione del direttore sportivo Massimo Taibi. Iorio ha blindato il dirigente con parole inequivocabili, respingendo qualsiasi critica esterna: «Massimo rappresenta una mia decisione personale e chiunque si scagli contro di lui è come se lo facesse contro la mia persona. Averlo portato qui è stata una mia volontà e il prolungamento contrattuale firmato ad aprile serviva ad allineare la sua scadenza a quella del tecnico».
Il presidente ha poi contestualizzato il lavoro svolto da Taibi nelle due annate, evidenziando come le condizioni operative siano profondamente cambiate: «Dobbiamo ricordare che l'anno passato ha dovuto operare in una situazione quasi impossibile, assemblando l'intera rosa in appena due settimane, mentre in questa stagione, disponendo di risorse superiori, ha messo in piedi un collettivo di alto livello».
Il giudizio complessivo sulla stagione, filtrato attraverso la lente della competitività mantenuta fino all'ultima curva, suona come un'ulteriore difesa del lavoro del ds: «La nostra squadra è rimasta in lizza per il titolo fino alla penultima giornata e Taibi resta un pilastro imprescindibile del nostro cammino futuro, mentre per quanto riguarda la posizione di Lucarelli, ogni valutazione verrà rimandata a dopo i playoff».
Sul tema del avvicendamento in panchina, Iorio ha difeso le scelte compiute nel corso del tempo, pur riconoscendo la complessità dell'ambiente: «In merito all'alternanza in panchina, abbiamo puntato su profili che sulla carta erano garanzia di successo, ma bisogna accettare che questa è una piazza complessa. Il fatto che i risultati non siano arrivati subito non significa che le scelte iniziali fossero sbagliate».
Iorio ha dedicato ampio spazio al racconto del percorso compiuto dalla società, intrecciandolo con il proprio attaccamento viscerale alla città. «Chiunque abbia un minimo di confidenza con me sa perfettamente quanto io sia legato visceralmente a questi colori. Sono sceso in campo in prima persona nell'aprile del 2024 perché non avrei mai potuto ricoprire il ruolo di presidente in nessun'altra piazza».
Il progetto costruito in meno di due anni viene descritto come un disegno che va ben oltre i risultati del campo: «Fin dal principio ho cercato di strutturare un progetto che toccasse ogni ambito: dal settore giovanile al calcio femminile, fino all'impegno nel sociale, un aspetto che mi sta particolarmente a cuore e a cui dedico molta attenzione».
Il bilancio complessivo, per il numero uno arancione, è sostanzialmente positivo: «Analizzando quanto prodotto in meno di due anni, mi ritengo quasi pienamente soddisfatto del lavoro compiuto. Quel quasi è chiaramente riferito al mancato primato sul campo, ma il bilancio complessivo resta estremamente positivo».
Un riconoscimento particolare è andato alla tifoseria, che dopo la sconfitta con il Coriano ha risposto con una compattezza che ha colpito il presidente: «Voglio esprimere la mia gratitudine ai sostenitori perché il loro affetto è stato costante. Dopo il passo falso con il Coriano la tifoseria non ha scelto la via della contestazione, ma ha raddoppiato l'incitamento e questo mi ha profondamente commosso».
La crescita del seguito popolare viene citata come uno dei segnali più tangibili della rinascita del club: «Ho ancora impresso nella mente quel match contro l'Olbia di qualche anno fa con appena cento persone sugli spalti; oggi contiamo milleduecento abbonati e una cornice di pubblico al Melani che supera regolarmente le duemila unità».
Sul fronte degli impianti, il presidente ha sollevato una questione urgente che si intreccia con le ambizioni di ritorno in Serie C. Lo stadio Melani presenta criticità che richiedono interventi strutturali entro tempi strettissimi: «Il discorso relativo agli impianti resta una delle questioni più spinose. Abbiamo riscontrato delle criticità allo stadio Melani e proprio recentemente ho avuto un confronto con il primo cittadino per discutere delle soluzioni necessarie».
La finestra temporale disponibile è ridotta al minimo, complicata ulteriormente dal calendario politico locale: «I margini temporali sono estremamente ridotti poiché, per partecipare alla Serie C, sono richiesti adeguamenti specifici che la Lega Pro ci ha già puntualizzato. Tali interventi devono essere ultimati entro giugno e l'imminenza delle elezioni complica l'iter».
Parallelamente, prosegue il progetto legato al centro sportivo di Pistoia Ovest. «Parallelamente prosegue il cammino per il centro di Pistoia Ovest, di cui curiamo la gestione ordinaria. Il progetto Orange City sarebbe una risorsa per l'intera comunità, con spazi non solo calcistici ma dedicati al fitness e alla socialità».
Iorio ha chiuso il suo intervento con un appello diretto alla comunità imprenditoriale del territorio, evidenziando come il Consorzio Orange rappresenti già una realtà significativa ma con margini di espansione: «Attualmente il Consorzio Orange aggrega circa cinquanta realtà imprenditoriali legate dal senso di appartenenza, ma con una chiara visione di business. Proprio per questo mi chiedo come mai nessuno voglia farsi avanti per un ruolo attivo nel club».
L'invito finale è esplicito e rivolto a chi voglia diventare parte attiva di un progetto in costruzione: «Desidero rinnovare l'invito agli imprenditori del territorio: sarebbe un segnale straordinario se qualcuno decidesse di affiancarmi acquisendo anche una quota di minoranza della società per rendere questo progetto ancora più solido».