Pistoiese, Fondatori rompe il silenzio: «Cadi sette volte, rialzati otto»
A distanza di dieci giorni dalla fine di una stagione che ha lasciato strascichi profondi nell'ambiente arancione, l'amministratore delegato della FC Pistoiese, Fabio Fondatori, ha scelto di rompere il silenzio con una lettera aperta indirizzata alla città, ai tifosi e agli sponsor del club. Un testo che non cerca scorciatoie, che ammette senza giri di parole il fallimento dell'obiettivo promozione, ma che allo stesso tempo prova a tracciare una rotta per il futuro.
Dieci giorni di pausa prima di prendere parola. Una scelta consapevole, come spiega lo stesso Fondatori: «Siamo ancora distrutti dall'amarezza. Ci vorrà un po' di tempo per digerire una delusione così grande. Proprio per questo ci siamo presi dieci giorni di riflessione. In momenti come questi bisogna avere la forza di ragionare con lucidità, senza farsi trascinare dalla tristezza o dall'emotività».
Il riferimento è alla doppia sfida con il Piacenza, che ha spento i sogni di promozione della Pistoiese nel momento più atteso. Un epilogo bruciante, che si innesta su una stagione comunque densa di segnali positivi: secondo anno consecutivo ai vertici del campionato, la conquista della Coppa Italia e una piazza che ha ritrovato l'entusiasmo perduto.
Fondatori non si sottrae all'autocritica. La mancata promozione viene definita senza eufemismi un obiettivo mancato: «La mancata promozione, è inutile nasconderlo, rappresenta un obiettivo fallito. Lo è dal punto di vista sportivo e anche rispetto alle opportunità di crescita del progetto societario».
L'amministratore delegato annuncia un'analisi interna approfondita per individuare le cause dell'insuccesso, ma avverte dal rischio opposto, quello di cancellare con un tratto di penna quanto costruito: «Sarebbe ingiusto e superficiale, infatti, giudicare il lavoro di una società soltanto dal risultato della prima squadra».
Sul piano strettamente tecnico, il dirigente riconosce che qualcosa si è inceppato nel momento decisivo: «Il carrarmato che ci aveva fatto innamorare si è inceppato e dobbiamo capire il perché». E aggiunge, respingendo ogni tentazione di scaricare responsabilità all'esterno: «Dobbiamo dirlo con chiarezza, senza nasconderci dietro alibi o presunti complotti di palazzo».
Buona parte della lettera è dedicata a restituire una fotografia più ampia del progetto arancione, che Fondatori descrive in crescita su più fronti. Il settore giovanile, guidato da Filippo Baragli e rafforzato dall'arrivo di professionisti come Stefano Carobbi, Corrado Colombo e Angelo Pagotto, ha raccolto risultati significativi: dagli Juniores al Torneo di Viareggio fino agli Allievi nel Torneo di Spoleto.
Sul versante dell'inclusione sociale, è nata la Pistoiese For Special, progetto che in pochi mesi ha coinvolto quarantacinque giovani e adulti con disabilità cognitive, stringendo collaborazioni con realtà del territorio come Maic, Agrabah, Il Piccolo Principe e Il Sole. In crescita anche le Worange-Pistoiese e il Futsal.
I numeri della tribuna raccontano un altro segnale incoraggiante: abbonati e media spettatori nelle partite interne sono quasi raddoppiati. La sfida di campionato contro il Piacenza ha fatto registrare il sold out, con la presenza di pubblico più alta degli ultimi dieci anni per una gara interna della Pistoiese.
«In questi due anni si è ricreato un senso di appartenenza che la città aveva perso. Abbiamo rivisto famiglie, bambini, ragazzi e tifosi storici tornare allo stadio con entusiasmo e orgoglio», scrive Fondatori, sottolineando come questo rappresenti, al di là dei numeri, il risultato più significativo.
Nella lettera trova spazio anche il riconoscimento verso il mondo imprenditoriale che ha scelto di affiancare il club. Il Consorzio Orange è cresciuto, e con esso la rete di aziende che hanno abbracciato il progetto arancione non come semplice operazione di marketing, ma come scelta identitaria: «In questi due anni si è creato qualcosa che va oltre la semplice sponsorizzazione: tante realtà imprenditoriali hanno scelto di condividere un progetto, una visione e un legame con il territorio».
Sul piano della visibilità, la Pistoiese ha ottenuto nell'ultimo biennio una presenza mediatica di livello nazionale che, secondo Fondatori, non aveva precedenti nella storia recente del club.
La chiusura della lettera guarda avanti. Fondatori cita un proverbio giapponese per sintetizzare lo spirito con cui il club intende ripartire: «Cadi 7 volte, rialzati 8». E richiama una celebre massima attribuita all'allenatore Massimiliano Allegri per inquadrare le insidie del calcio: «Purtroppo, come dice Allegri, il calcio lo ha inventato il diavolo. E in questo sport non funziona come nei film, dove alla fine vincono sempre i buoni».
L'appello finale è alla coesione: istituzioni, aziende, tifosi e società chiamati a fare fronte comune attorno a un progetto che il dirigente definisce solido nelle fondamenta, nonostante la delusione sportiva. «Solo restando uniti e rafforzando ancora di più questo legame sarà possibile affrontare le difficoltà di un campionato duro e competitivo come la Serie D e ripartire con ancora più forza e determinazione».