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Piacenza, mister Franzini: «Ci è mancata la zampata, ma siamo riemersi dal torpore»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il Piacenza torna a ruggire lontano dalle mura amiche e lo fa con una prestazione convincente che spazza via i dubbi nati da un avvio di girone di ritorno sottotono.

Al termine della sfida vinta per 3-0 sul campo dell'Imolese, Arnaldo Franzini è apparso visibilmente sollevato, sottolineando come la trasferta romagnola rappresentasse un crocevia fondamentale per le ambizioni dei biancorossi. Il tecnico ha evidenziato la pericolosità dell'avversario, capace solo poche settimane prima di mettere in seria difficoltà formazioni di vertice, ribadendo che il successo odierno è frutto di una ritrovata brillantezza fisica e mentale.

Uno degli aspetti più soddisfacenti per l'allenatore piacentino è stata la risposta atletica del gruppo, apparso finalmente libero da quel velo di appannamento che aveva caratterizzato le prime uscite dell'anno. Franzini ha descritto una squadra capace di imporre il proprio ritmo, nonostante un avvio che ha visto i padroni di casa tentare qualche ripartenza insidiosa. «Nel secondo tempo ho visto una squadra che sembra riemersa dal torpore delle prime due partite», ha spiegato con soddisfazione, ponendo l'accento sulla capacità dei suoi ragazzi di gestire il campo con autorità e senza perdere mai la bussola tattica.

Il tema centrale del dibattito post-partita è stato inevitabilmente l'assetto offensivo, con la convivenza contemporanea di tre punte di diamante che garantiscono una qualità fuori dal comune per la categoria. Il dubbio principale riguardava la tenuta difensiva con un baricentro così spostato in avanti, ma il tecnico ha incassato risposte incoraggianti dai suoi attaccanti, sottolineando lo spirito di sacrificio profuso da tutti gli interpreti. «Davanti se sono questi è tanta roba, per cui possiamo anche sacrificare qualcosa», ha ammesso l'allenatore, aggiungendo che la disponibilità al rientro e alla fase di non possesso è la condizione imprescindibile per sostenere un modulo così spregiudicato.

Franzini ha poi voluto elogiare l'atteggiamento dei singoli, citando i recuperi difensivi e la capacità di restare compatti anche nei momenti di massima pressione. Secondo il mister, la chiave è stata la costanza nel lavoro sporco, un elemento che permette di dare sfogo all'immenso talento tecnico a disposizione. La qualità del gioco non è mai stata realmente in discussione per il tecnico, che ha ricordato come anche in gare precedenti il possesso palla fosse stato dominante, ma ciò che mancava era quella cattiveria agonistica necessaria per trasformare la superiorità in gol. «Oggi mi interessava avere il discorso temperamentale, il discorso di velocità e di gamba che è importante», ha puntualizzato.

Un capitolo a parte merita la prestazione di Manuzzi, autore di una gara totale che è andata ben oltre la firma sul tabellino dei marcatori. Franzini non si è detto sorpreso, conoscendo bene il valore del calciatore e avendolo visto lavorare duramente in settimana. Il tecnico ha sottolineato l'importanza del gol che ha sbloccato l'incontro, definendolo come quel tipo di marcatura di rapina che era mancata per tutto il girone d'andata. «Il gol che ha fatto Manuzzi è un gol sulla riga, sporco, brutto, da attaccante vero che ci è mancato tantissimo», ha osservato l'allenatore, evidenziando come queste reti pesino spesso più di quelle esteticamente perfette.

In merito alla gestione della gara e ai mancati cambi difensivi nel momento di massimo sforzo dell'Imolese, Franzini ha rivendicato con orgoglio le proprie scelte coraggiose. Nonostante il risultato fosse ancora in bilico, la sensazione dalla panchina era quella di una squadra che avesse il totale controllo della situazione e che potesse colpire in ogni momento. Il tecnico ha confessato di non aver avvertito segnali di sofferenza tali da giustificare un atteggiamento più conservativo, preferendo invece spingere per chiudere definitivamente i conti. «Vedevo la squadra che ogni volta che recuperava palla rischiava di far gol», ha concluso, confermando la volontà di un Piacenza che vuole essere protagonista attraverso il gioco d'attacco.


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