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Pavia, ora serve solo vincere. Raso: «Aggredire il Chievo...»

di Nicolas Lopez

L'ultima giornata del campionato di Serie D, girone B, si preannuncia decisiva per il Pavia. Domenica prossima, in trasferta sul campo del Chievo Verona, gli azzurri dovranno necessariamente centrare i tre punti per assicurarsi il vantaggio del fattore campo in vista dei play out. Un risultato che avrebbe un peso specifico considerevole nella corsa alla salvezza.

La situazione di classifica è chiara: il Pavia occupa attualmente la quattordicesima posizione e sa che una vittoria sul campo scaligero gli garantirebbe di disputare in casa la gara spareggio. Alle sue spalle, distaccati di sole due lunghezze, si trovano Breno e Varesina. Un pareggio, combinato con successi contemporanei di entrambe le inseguitrici, porterebbe il Pavia al sedicesimo posto con le tre squadre appaiate a quota 38 punti. In questo scenario, gli azzurri sarebbero costretti a giocare in trasferta il play out, con una penalizzazione ulteriore: in caso di parità al termine dei tempi regolamentari e supplementari, la salvezza andrebbe alla squadra avversaria in virtù del miglior piazzamento in graduatoria.

Anche il Chievo Verona arriva all'appuntamento con motivazioni importanti. Il club veronese, dopo aver occupato a lungo la seconda posizione del girone, ha perso terreno nell'ultimo turno: il pareggio per 2-2 sul campo della Leon di Vimercate ha permesso alla Casatese Merate di scavalcarli, portandosi al secondo posto con un punto di vantaggio. Per sperare di recuperare una posizione più favorevole in chiave play off, i gialloblu dovranno vincere contro il Pavia e attendere che la Casatese Merate non riesca a superare la Leon, attualmente quarta e appaiata al Milan Futuro.

Il direttore sportivo del Pavia, Nicola Raso, interpellato dal quotidiano La Provincia Pavese, ha tracciato la linea con nettezza, escludendo qualsiasi ragionamento di carattere tattico sulla classifica: «Di conti non dobbiamo e possiamo farne. Sappiamo che su un campo difficile come quello del Chievo con una vittoria conquisteremmo la possibilità di giocare in casa i play out e di salvarci anche con un pareggio. A prescindere dai risultati, e dalle eventuali vittorie di Breno sul Villa Valle e della Varesina in trasferta a Ciserano, dobbiamo restare con la testa sui 90' della trasferta veronese. Certamente sappiamo che possiamo metterli in difficoltà tenendo un ritmo altissimo, come abbiamo fatto anche domenica scorsa, cercando di aggredirli».

Un approccio che riflette la mentalità con cui il gruppo ha affrontato la seconda parte di stagione, caratterizzata da una crescita netta rispetto a un avvio di campionato ben al di sotto delle aspettative. Da quando mister Filippini ha preso le redini della panchina, subentrando a Bellinzaghi, il Pavia ha totalizzato 25 punti, contro i soli 12 raccolti nella prima fase del torneo. Un cambio di passo netto, che ha riportato la squadra in una zona di classifica gestibile e ha ridato fiducia all'ambiente.

Raso ha ricostruito il percorso compiuto dal club: «Personalmente sono arrivato a Pavia come diesse a ottobre e anche Filippini poco dopo: 3 dei 12 punti della prima parte di campionato sono arrivati con il nuovo mister e poi anche gli altri 25 con una marcia da play off o altra classifica nel ritorno. Un lavoro frutto oltre che del mister, dei giocatori e dello staff: dal mio arrivo è stata ridotta la rosa da 32 a 25 giocatori, con 20 uscite e molti nuovi innesti».

Ex direttore sportivo dell'Oltrepo, Raso ha operato una profonda ristrutturazione della rosa nel corso della stagione, intervenendo in modo deciso sul gruppo per renderlo più compatto e funzionale alle esigenze tecniche del nuovo allenatore. I numeri del girone di ritorno — una media punti da formazione di vertice — testimoniano l'efficacia di quel lavoro.

Lo sguardo, però, non è solo rivolto alla sfida imminente. La dirigenza pavese pensa anche al futuro, con la consapevolezza che il mantenimento della Serie D avrebbe ricadute positive sull'intera struttura del club. «La vittoria di tre campionati regionali delle squadre giovanili conferma il buon lavoro svolto, un lavoro da continuare. Ora vogliamo confermare la serie D», ha spiegato Raso, aggiungendo che un simile risultato «ci permetterebbe anche di avere una formazione Juniores nazionale alle spalle della prima squadra, guardando anche all'inserimento di ragazzi cresciuti in questi anni nel settore giovanile».

Un progetto di medio periodo che passa, inevitabilmente, dalla trasferta di domenica. Novanta minuti per blindare la Serie D e decidere in casa il proprio destino.


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