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Paternò, Millesi non si arrende: «I miei sono 20 soldati, se avessimo avuto più tempo la classifica sarebbe diversa»

di Redazione Notiziario del Calcio

Al termine della sfida che ha visto il Paternò uscire sconfitto nonostante una prova di grande generosità, l'allenatore Millesi ha voluto analizzare il momento della squadra con un misto di orgoglio per l'atteggiamento dei suoi uomini e rammarico per una classifica che si fa sempre più deficitaria.

«Ormai sono diverse settimane che noi sforniamo prestazioni importanti con squadre importanti come quella di oggi» ha esordito il tecnico, evidenziando la crescita del collettivo nelle ultime uscite stagionali, pur sottolineando un limite che sta pesando enormemente sul cammino dei siciliani.

«Il problema è che dobbiamo essere più cinici sotto porta; magari, con un briciolo di cattiveria in più, le partite andrebbero in un modo diverso» ha spiegato Millesi, rammaricato per le occasioni sprecate che avrebbero potuto cambiare l'inerzia del match contro un avversario di alto rango.

Il tecnico non ha risparmiato elogi per la prestazione complessiva offerta dai suoi ragazzi sul rettangolo verde. «Dispiace tantissimo per i calciatori che hanno fatto una grandissima partita contro un avversario fortissimo e allenato bene, devo dire che oggi abbiamo visto davvero una grande gara».

Resta però il dato statistico negativo legato al rendimento lontano dalle mura amiche, un tabù che la squadra non riesce a sfatare. «Il rammarico più grande è quello che purtroppo non riusciamo a fare punti fuori casa. La classifica attuale è preoccupante e dobbiamo dare qualcosa in più nelle trasferte».

Nonostante la situazione di classifica sia ai limiti della disperazione, l'allenatore ha voluto blindare lo spogliatoio, esaltando la dedizione e lo spirito di sacrificio dimostrato dai calciatori sin dal suo arrivo sulla panchina del Paternò.

«Ho venti giocatori che considero venti soldati» ha dichiarato con fermezza Millesi. «Sono ragazzi che si allenano costantemente con la massima intensità e non mollano nulla. Sono davvero orgoglioso di loro per quello che mettono in mostra durante la settimana e la domenica».

Il tecnico ha poi ribadito quanto sia forte il legame emotivo che unisce il gruppo in questa battaglia per la sopravvivenza sportiva. «La domenica mettono il cuore oltre l’ostacolo e questo è l'aspetto che a me interessa di più in assoluto. Abbiamo dei ragazzi che stanno facendo cose importanti».

Secondo la visione dell'allenatore, il poco tempo avuto a disposizione per amalgamare il gruppo rappresenta il rimpianto maggiore di questa gestione. «Purtroppo, ribadisco, è solo da quarantacinque giorni che stiamo tutti quanti insieme lavorando su un progetto comune».

Millesi è convinto che con una tempistica differente i risultati sarebbero stati ben altri. «Magari avessimo avuto la possibilità di lavorare un po’ di più sin dall'inizio, forse oggi avremmo visto una classifica leggermente diversa da quella attuale».

In chiusura, nonostante la retrocessione matematica sia ormai a un passo, il mister ha voluto lanciare un messaggio di speranza e determinazione per le ultime quattro sfide che restano da disputare prima della fine del campionato.

«Per ora va bene così, dobbiamo andare avanti con questo piglio, con questa voglia e con la fame che ci contraddistingue» ha concluso il tecnico dei siciliani. «Speriamo vivamente che la sorte giri anche a nostro favore in questo finale di stagione».


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