Pafundi lascia la Sampdoria: «Genova è stata una vera casa»
Si chiude l'avventura genovese di Simone Pafundi. Il giovane fantasista, tra i prospetti più attesi della sua generazione, ha concluso la stagione in prestito alla Sampdoria e farà rientro all'Udinese, club detentore del suo cartellino. Un'esperienza che lo ha visto scendere in campo in 26 occasioni, impreziosita da una rete, e che si è consumata tra momenti esaltanti e difficoltà, in una stagione blucerchiata caratterizzata dalla lotta per la salvezza nel campionato di Serie B.
A margine del suo addio, il centrocampista classe 2006 ha affidato ai social network un lungo messaggio di commiato, in cui ha voluto ringraziare pubblicamente tutte le persone che lo hanno accompagnato in questo percorso, non prima di fare chiarezza su alcune incomprensioni emerse nel corso degli ultimi mesi.
«Se c'è una cosa che ancora non ho fatto è ringraziare tutti. È stata una stagione complicata, fatta di alti e bassi, ma l'importante è aver raggiunto la salvezza come una vera squadra. Grazie ai miei compagni, agli allenatori e al club, in particolare ad Andrea Mancini, Giovanni Invernizzi e Jesper Fredberg per non avermi mai fatto mancare il loro supporto», ha scritto il giocatore.
Parole di stima sincera verso lo staff e la dirigenza doriana, seguite da un pensiero rivolto alla tifoseria, con cui Pafundi ammette di aver instaurato un legame autentico fin dal primo giorno: «Grazie ai tifosi per come mi hanno accolto fin dall'inizio. Ho sempre dato il massimo per questa maglia quando ne ho avuto l'opportunità e mi dispiace che, lungo il percorso, siano state dette delle cose non vere. L'ultimo periodo non può cancellare l'affetto per voi tifosi, le emozioni che lo stadio regala e tutti i momenti belli vissuti, sono cose che porterò sempre con me. E grazie alla mia famiglia. Vestire questa maglia è stato un orgoglio ed una responsabilità che ho sentito ogni giorno. Genova e la Sampdoria sono state una vera casa. Spero che la Sampdoria possa tornare dove merita il prima possibile».
Un messaggio che, al di là della retorica del congedo, lascia trasparire la volontà di mettere un punto definitivo su alcune voci circolate nelle ultime settimane, senza tuttavia entrare nel merito delle specifiche circostanze. Il riferimento a «cose non vere» dette nel corso della stagione suona come una presa di distanza netta da ricostruzioni che evidentemente il giocatore non ha condiviso, pur scegliendo la strada della compostezza piuttosto che della polemica aperta.
Ora per Pafundi si apre una nuova fase. Il ritorno alla base friulana rappresenta un momento di riflessione sul suo futuro, con l'Udinese chiamata a valutare il percorso migliore per la sua crescita, che potrebbe passare ancora attraverso un prestito o attraverso un inserimento più strutturato nel progetto tecnico bianconero.