Ostiamare, mister D’Antoni: «A Teramo ambiente da finale, ma non è la partita dell’anno»
L’attesa è finalmente terminata e i riflettori del campionato si accendono prepotentemente sullo stadio Bonolis, dove andrà in scena il confronto più atteso della ventisettesima giornata tra Teramo e Ostiamare. I biancoviola si presentano a questo appuntamento dopo aver ripreso possesso della seconda piazza in solitaria, approfittando dello scivolone imprevisto degli abruzzesi sul campo dell’Inter Sammaurese. Con la vetta occupata dall’Ancona a soli tre punti di distanza dal Teramo e appena uno dall’Ostiamare, la posta in palio è altissima e promette emozioni forti in uno scontro che potrebbe ridisegnare le gerarchie del girone.
Nonostante l’importanza del match e il clima elettrico che circonda la sfida, nell’ambiente lidense si respira un’aria di sorprendente calma e fiducia. David D'Antoni, intervenuto nella consueta conferenza stampa del venerdì presso l’Anco Marzio, ha mostrato un volto rilassato, sottolineando come la squadra abbia ritrovato la giusta quadratura mentale dopo alcune settimane caratterizzate da una leggera tensione. Il tecnico ha evidenziato come il gruppo abbia recuperato quella spensieratezza e quella forza interiore che avevano caratterizzato la splendida cavalcata della prima parte di stagione.
«Credo che l'entusiasmo sia sempre una cosa molto importante all'interno di un gruppo di lavoro», ha spiegato l’allenatore lidense ai cronisti presenti, aggiungendo un dettaglio fondamentale sulla crescita psicologica dei suoi uomini. «In questo momento, dopo un periodo in cui vedevo la squadra un po' più preoccupata, ho ritrovato quello spirito del girone d'andata. Questa può essere una nostra arma a lungo raggio, non solo per Teramo», ha proseguito D'Antoni, lasciando intendere che la serenità ritrovata sarà il motore principale per l’ultima parte di questo torneo così equilibrato.
Analizzando nello specifico la trasferta in terra abruzzese, il mister non ha nascosto la voglia dei suoi ragazzi di scendere in campo per confrontarsi con una realtà di altissimo livello. La preparazione settimanale è stata meticolosa e il gruppo sembra aver raggiunto un picco emotivo ideale per gestire un palcoscenico così prestigioso. La consapevolezza nei propri mezzi è il tema ricorrente nelle parole del tecnico, che vede i suoi giocatori pronti a sfidare un avversario ferito ma tecnicamente molto dotato in una cornice di pubblico che si preannuncia caldissima.
«Abbiamo lavorato bene e siamo felici di andarci a giocare questa partita. Siamo impazienti, non vediamo l'ora che l'arbitro fischi il calcio d'inizio», ha dichiarato D'Antoni, descrivendo perfettamente lo stato d'animo dei "gabbiani". «Ci arriviamo bene, siamo in un momento a livello emotivo buono. Siamo consapevoli di poterci giocare le nostre carte contro un avversario molto forte, in un ambiente caldo e da finale, seppur il campionato non finirà domenica», ha tenuto a precisare, cercando di mantenere il giusto equilibrio tra l’entusiasmo agonistico e la lucidità necessaria per gestire le restanti giornate.
Proprio sulla definizione della gara come possibile svolta definitiva della stagione, l’allenatore ha preferito mantenere i piedi per terra, pur non sminuendo il valore dei tre punti in palio. Con un sorriso, ha infatti espresso l’augurio che i momenti decisivi arrivino ancora più avanti nel calendario, quando la distanza dal traguardo sarà minima. La visione di D'Antoni è quella di un percorso a tappe dove la continuità sarà l’elemento discriminante, ricordando che dopo il triplice fischio di domenica resteranno ancora molti punti pesanti da assegnare.
«Spero che la partita dell'anno sia l'ultima o la penultima, magari la terzultima», ha scherzato l’allenatore, ribadendo la sua convinzione che il verdetto finale si scriverà solo nei minuti conclusivi del torneo. «Sappiamo quanto sia fondamentale la trasferta di domenica, ma ricordiamoci che lo è anche per loro. Siamo consapevoli che, qualsiasi risultato uscirà, il campionato va avanti e ci saranno ventuno punti da conquistare», ha sottolineato, evidenziando come la pressione del risultato pesi in egual misura su entrambe le compagini in campo al Bonolis.
Infine, il tecnico ha voluto precisare la posizione della sua squadra rispetto alle aspettative e alla pressione mediatica e di classifica. Lungi dal volersi nascondere o dal cercare di sminuire l'importanza dell'evento, l'Ostiamare accoglie con favore le responsabilità che derivano dal trovarsi nelle posizioni di vertice. Per D'Antoni e i suoi ragazzi, disputare partite di questo calibro è il coronamento di un lavoro iniziato mesi fa e l’obiettivo è quello di confermarsi protagonisti fino alla fine.
«Non è per non mettere pressione, anzi, a noi piace averla perché puntiamo da sempre a fare un campionato di vertice e disputare questo tipo di partite», ha concluso il mister, lanciando un segnale chiaro alla concorrenza. L’Ostiamare non va a Teramo per difendersi, ma per confermare di essere una realtà solida, capace di gestire l'adrenalina dei grandi eventi e di lottare, centimetro su centimetro, per quel sogno chiamato promozione che ora appare più vicino che mai.