Ostiamare, indolore la sconfitta contro il Giulianova. D'Antoni esulta: «Siamo in Serie C dopo 35 anni, impresa incredibile»
La sconfitta contro il Giulianova non scalfisce minimamente l'entusiasmo in casa Ostiamare. Quella andata in scena in terra abruzzese è stata la classica partita di fine stagione per una squadra che, avendo già conquistato la matematica promozione in Serie C al termine di una cavalcata trionfale, ha inevitabilmente e fisiologicamente staccato la spina. A fine gara, il tecnico biancoviola David D'Antoni si è presentato in sala stampa non tanto per analizzare un match ininfluente, quanto per celebrare un traguardo storico che alla piazza di Ostia mancava da ben trentacinque anni.
Il mister ha subito voluto sottolineare lo spessore dell'impresa compiuta dai suoi ragazzi: "Ci siamo riusciti al primo anno e tutto si è incastrato nella misura perfetta. Siamo orgogliosi e felici del percorso che abbiamo fatto. Siamo stati accompagnati da una società che non c'entra nulla con questa categoria e quindi abbiamo trovato un gruppo di ragazzi dai valori umani incredibili e uno staff che ha saputo calarsi in questa realtà e guidare questa squadra a un risultato incredibile".
Un successo netto che, secondo D'Antoni, ha spiazzato e sorpreso molti addetti ai lavori nel girone: "Credo che tante società non si aspettassero che l'Ostiamare potesse arrivare fino in fondo e magari non ci davano neanche tanto credito, forse anche questo è il motivo per cui sono così arrabbiati che abbiamo vinto. Quindi ci sta, forse non conoscevano il valore della nostra rosa, non conoscevano il valore della nostra società e niente... siamo estremamente felici del percorso che abbiamo fatto".
Ripercorrendo le tappe della stagione, il tecnico ha spiegato come la squadra sia riuscita a gestire i momenti cruciali, a partire dall'avvio bruciante fino al naturale calo fisiologico: "Noi che avevamo una squadra molto competitiva l'abbiamo capito fin da subito e questa è la dimostrazione della partenza che abbiamo fatto. Poi è normale che quando fai nove vittorie consecutive e pareggi la decima col Teramo, puoi avere all'inizio del girone di ritorno una piccola flessione, ma è normalissima, come è normale per tutte le squadre. E quando abbiamo ripreso in quella fase che poi abbiamo iniziato a fare l'ultimo filotto che ci ha portato fino a domenica scorsa a vincerlo matematicamente, credo che le partite di Fossombrone, la partita di Notaresco, son partite dove abbiamo tirato fuori l'anima e abbiamo vinto un campionato difficilissimo, un campionato pieno di insidie. Ma questa è una squadra che ha fatto 79 punti in 33 partite. Oggi è stata una partita un po' di fine stagione, no? Però i numeri fino a domenica scorsa erano numeri incredibili".
Analizzando il duello a distanza con le dirette concorrenti per la vetta, D'Antoni ha individuato la chiave della vittoria finale nella grande tenuta mentale e nel rendimento contro le "piccole": "Credo che la differenza alla fine l'abbia fatta questo: noi con le squadre della parte destra della classifica abbiamo vinto quasi con tutte, loro hanno avuto dei passi falsi. Teramo ha pareggiato col Termoli, ha perso a San Mauro, l'Ancona ha perso in casa col Teramo... Sai, quando ti giochi il campionato punto a punto è difficile poter sbagliare, e noi fortunatamente siamo stati continui. Continui perché anche nella fase di flessione non è che abbiamo perso: abbiamo pareggiato partite tipo Senigallia, con voi in casa... pure il Giulianova è una squadra di alta classifica, quindi è stato un pareggio anche tirato. Ci sta di pareggiare a Senigallia, di pareggiare con l'Atletico Ascoli. Non è quella la flessione. Io credo che loro hanno tirato molto in un periodo del campionato e nella fase finale ci sta che possano pareggiare una partita e ti sfugge il campionato di mano. E che noi nelle prime nove giornate abbiamo avuto un filotto e ci siamo messi un piccolo vantaggio che alla fine è stato decisivo, credo".
Per D'Antoni si tratta di un'altra promozione memorabile, che fa il paio con quella ottenuta qualche anno fa alla guida del Monterosi. Due piazze diverse, ma due imprese altrettanto storiche: "Col Monterosi abbiamo vinto a cinque giornate d'anticipo, è stato un po' più tranquillo rispetto a questo. Però sì, ho vinto due campionati con due società... Il Monterosi non c'era mai stata in C, un paese di 4.000 abitanti, e l'Ostia era 35 anni che non andava in C. Quindi diciamo che sono sfide anche difficili ma che, insomma, siamo riusciti a portare a termine attraverso gruppi di lavoro con valori umani incredibili. Quindi da questo punto di vista la gioia va condivisa con tutta la struttura, compresi lo staff e i giocatori".
Infine, una battuta sul futuro calcistico del club, che si affaccia ora al palcoscenico del professionismo: "Non so che dire per il futuro, ancora siamo veramente nella fase di festeggiamento, avete visto oggi insomma... E ci sarà tempo per capire. So di stare all'interno di una società che sa fare calcio, che ha ambizione, e cercheremo, con l'umiltà di chi si appresta a fare la prima stagione di Lega Pro dopo 35 anni, con l'umiltà di cercare di fare le cose fatte bene, di avere però anche un pizzico di ambizione: quella di cercare di continuare a far parlare di Ostia in modo positivo".