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Orvietana nella tana del Tau. Capretti: «Dobbiamo andarci a prendere questa salvezza»

di Luigi Redaelli

Nessun alibi e testa unicamente all'obiettivo salvezza. È questo il mantra in casa Orvietana alla vigilia della delicata trasferta sul campo del Tau Altopascio, attuale terza forza del campionato di Serie D. Una vigilia vissuta sul filo dell'incertezza, come confermato dal Direttore Sportivo biancorosso Severino Capretti, ma che non ha minimamente intaccato la voglia di lottare del gruppo.

Raggiunto a margine degli allenamenti, il diesse ha fatto il punto della situazione, affrontando a tutto tondo i temi caldi che circondano la squadra: dall'emergenza assenze fino all'analisi tecnica e caratteriale del gruppo, riportando l'attenzione sull'assoluta necessità di pragmatismo.


La settimana dell'Orvietana è stata segnata dal dubbio legato alla possibile partecipazione dei propri tesserati alla Viareggio Cup con la Rappresentativa di Serie D. "Fino a giovedì pomeriggio la squadra non sapeva se sarebbe andata in campo o meno – spiega integralmente Capretti –. Questo perché, avendo quattro squalificati e Barbini al Viareggio, l'idea era quella di rinviare la gara. Questo non è stato possibile visto il fatto che la Rappresentativa è uscita contro la squadra croata. Quindi da giovedì subito testa al match con le difficoltà del caso viste le assenze, ma senza alibi. C'è la possibilità di vedere all'opera chi ha avuto meno minutaggio e credo che la motivazione di chi verrà chiamato in causa sarà altissima".


Impossibile non tornare sulla bruciante sconfitta nel derby contro il Trestina, una gara sfuggita di mano nei minuti di recupero e che ha lasciato in dote pesantissime sanzioni disciplinari. "Per la prima volta forse l'Orvietana è stata 'menata', se mi passate il termine, ma purtroppo si è pagato a caro prezzo dal punto di vista dei provvedimenti disciplinari – analizza il DS –. Cosa resta di positivo da quel derby? Resta la prestazione della squadra. Fino all'espulsione siamo stati dominatori noi. Poi è normale, resti in dieci e il Trestina è stata brava ad alzare i giri, ma la partita era in controllo. Diciamo che quando il Trestina ha guadagnato quei tre calci d'angolo consecutivi al 93', era la partita perfetta: stai perdendo tempo sulla bandierina e poi è stata fischiata quella punizione contro, generosa e senza tante motivazioni, che ha portato al ribaltamento di fronte. Forse l'errore è stata la troppa foga di non voler prendere gol. Sono usciti tre giocatori forti in pressione sul loro uomo che stava per andare al tiro ed è stato bravissimo lui a trovare il varco filtrante. È stato un gran gol. Lasciamo due punti pesanti che scottano, ma il calcio è anche questo, bisogna subito rimboccarsi le maniche".


Ora l'ostacolo si chiama Tau Altopascio, una squadra temibile che naviga nelle zone nobili della classifica. "Affrontiamo la terza in classifica, con sole due sconfitte in casa. È una squadra che ha dimostrato durante la stagione di fare un bellissimo calcio. In casa è forte, segna tanto e ha qualità importanti. Noi però a sette giornate dalla fine sappiamo che dobbiamo mettere in cascina più punti possibili per arrivare alla quota salvezza. Sarà una partita che va affrontata con il massimo delle motivazioni. Bisogna portare a casa punti perché oggi dobbiamo essere anche meno belli, ma più concreti".

Alla riflessione sul fatto che l'Orvietana abbia spesso offerto le prestazioni migliori proprio contro le corazzate del campionato, Capretti risponde con molta lucidità, evidenziando le lacune stagionali: "Le squadre di alta classifica ti permettono anche un po' più di giocare, non si chiudono dietro e ti danno la possibilità di esprimere le tue qualità tecniche che ci sono e le abbiamo dimostrate. Secondo me ci stanno mancando le qualità caratteriali. Abbiamo avuto troppa discontinuità quest'anno. Si parla tanto di confermare lo 'zoccolo duro', ma nel calcio non c'è sempre una scienza esatta. È un percorso di sette mesi e mezzo, l'unica ricetta che conosciamo è lavorare con professionalità cercando di migliorare la concentrazione individuale, che oggi ci sta mancando in alcuni momenti della partita".


In vista della sfida in terra toscana, il DS non teme il confronto offensivo, pur rispettando le armi a disposizione degli avversari, come il temibile Tommaso Carcani: "È un attaccante che stimo tantissimo, lo abbiamo sempre trattato in ogni sessione di mercato per cercare di portarlo qui a Orvieto. È un giocatore forte in categoria, ma sono sincero: non è più forte dei nostri due là davanti. Noi abbiamo le nostre forze, dobbiamo essere consapevoli della nostra identità".

Una fiducia riposta soprattutto in Matteo Panattoni, ritornato al gol con una perla proprio contro il Trestina: "La sua qualità è indiscussa. Veniva dalla prima parte di campionato dove aveva giocato tanto, ma aveva bisogno di trovare quella continuità in partita. Speriamo che col gol realizzato sia anche un po' più sereno, la fame di gol ce l'ha sempre avuta. Aveva sbagliato un gol più semplice a Grosseto, ne ha fatto uno di difficoltà altissima col Trestina. Dobbiamo andare avanti con una bella intesa tra lui e Gianmarco".


In conclusione, il Direttore Sportivo chiama a raccolta lo spirito combattivo della squadra, chiedendo di replicare l'atteggiamento visto nella scorsa giornata, ma con un esito diverso: "Se salviamo quel gol all'ultimo secondo col Trestina, oggi parliamo di gara eroica in 10 contro 11 per portare a casa i tre punti su un campo difficilissimo. Questo non è stato possibile, lo dobbiamo fare nella gara successiva. Quindi subito testa alla trasferta di Altopascio, con la consapevolezza delle assenze, ma con l'altrettanta consapevolezza di avere un gruppo che deve rispondere sul campo con chi ha avuto meno minutaggio".


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