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«Ora mi prenderò una pausa di riflessione, sono stanco»: il clamoroso annuncio di Lacarbonara scuote il Martina dopo la finale

di Redazione Notiziario del Calcio

La bruciante sconfitta interna patita nella finalissima dei playoff ha lasciato un forte senso di amarezza tra le mura del Tursi, dove la Paganese è riuscita a strappare il successo contro il Martina grazie a una marcatura nel finale del primo tempo.

Il massimo dirigente della compagine pugliese, Piero Lacarbonara, ha voluto tracciare un bilancio dell'ultimo periodo, mettendo in evidenza lo spessore del lavoro svolto negli ultimi campionati, pur non nascondendo la delusione del momento.

Le parole del presidente mettono in luce i sentimenti contrastanti vissuti dalla dirigenza, dato che «siamo orgogliosi del percorso fatto in questi anni. Raggiungere tre finali significa tanto ma c’è rammarico, volevamo regalare questa finale ai tifosi».

La disamina della sfida sul rettangolo verde da parte del patron riconosce sportivamente i meriti della formazione campana, evidenziando lo stato di logorio fisico e mentale con cui i suoi uomini si sono presentati all'appuntamento decisivo.

Nel commentare l'esito del campo, il numero uno del club ha chiarito che «sul campo ha meritato la Paganese, ringrazio i ragazzi per aver dato tutto. Siamo arrivati scarichi a questo match».

L'analisi del patron si è poi allargata alla gestione complessiva della quarta serie e alle attuali formule degli spareggi post-campionato, sollevando seri dubbi sulla reale sostenibilità economica per i club che investono risorse importanti.

La critica ai vertici del calcio dilettantistico si fa serrata, poiché «i playoff? Credo che sia giunto il momento per un cambiamento perché è difficile continuare in una categoria dove è complicato portare avanti un progetto sostenibile».

Le difficoltà gestionali della categoria rischiano di frenare gli entusiasmi di molti investitori, costretti a fare i conti con esborsi finanziari notevoli che spesso non trovano il giusto riscontro a livello di risultati e di ricavi.

Il massimo esponente societario ha voluto rimarcare la complessità del torneo attuale, spiegando come «chiunque si approcci a questo campionato cerca di fare il massimo ma i costi sono elevatissimi e alla fine si finisce per perdere in tanti».

Secondo la visione del presidente, servirebbero riforme strutturali capaci di premiare maggiormente gli sforzi delle società, specialmente quelle impegnate nella valorizzazione dei vivai, offrendo maggiori chance di promozione.

La proposta di rinnovamento avanzata dal patron punta a dare più valore ai sacrifici dei club, considerando che «qualcosa si deve fare, lavorare con i giovani è importante ma dare la possibilità ad un’altra squadra di salire sarebbe anche più valente».

L'epilogo della stagione porta con sé anche profonde riflessioni personali sul futuro dell'impegno dirigenziale al timone della società, con un annuncio che apre scenari del tutto inediti per la piazza calcistica martinese.

Il finale del suo intervento ha assunto i toni di un temporaneo disimpegno, dal momento che «ora mi prenderò un periodo di riflessione, sono stanco. Credo che Martina debba trovare le forze di andare avanti, siamo riusciti a far appassionare al calcio tanti bambini».

La priorità assoluta resta comunque la sopravvivenza della realtà sportiva cittadina, un patrimonio sociale che va tutelato a prescindere da chi sarà chiamato a guidare il club nella prossima stagione agonistica.

Il presidente ha concluso il proprio sfogo lanciando un messaggio chiaro sulla continuità del calcio locale, chiosando: «per me l’importante è che ci sia il prosieguo, con me o con altri».


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