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Oltrepò-Milan Futuro non è una partita per vecchi. Granoche lancia la sfida al "Diavolo"

di Anna Laura Giannini

Dimenticate l'esperienza, la gestione dei ritmi, la malizia dei veterani. Domenica 15 marzo, alle 14.30, Oltrepò-Milan Futuro sarà un inno all'incoscienza, alla velocità e al talento puro. Sarà, letteralmente, una partita vietata ai "vecchi".

I numeri parlano chiaro e raccontano una storia affascinante: in campo scenderanno le due rose più giovani dell'intera Serie D. Da una parte i padroni di casa con un'età media di 20.1 anni, dall'altra i rossoneri che fermano l'asticella a quota 20 netti. Non è solo una partita di campionato, è una finestra spalancata sul futuro del nostro calcio.

Ma guai a pensare a una sfilata di moda giovanile. Qui ci sono in ballo punti pesantissimi per il sogno playoff. E a guidare l'Oltrepò c'è uno che di battaglie se ne intende: Pablo "El Diablo" Granoche. Il tecnico uruguaiano ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza: grinta da vendere e rifiuto della resa.

Nonostante i 3 punti di penalizzazione che avrebbero potuto tagliare le gambe a chiunque, i biancorossi sono lì, vivi e vegeti: ottavo posto, 39 punti, e un ruolino di marcia (11 vittorie) che tiene aperto ogni scenario a otto giornate dal termine. Granoche sfida il Milan Futuro: il suo "Diablo" personale contro il Diavolo rossonero.

Se la classifica sorride al Milan (quinto in piena zona playoff, all'inseguimento della capolista Folgore Caratese e del treno di testa), la sfida del gol pende decisamente verso l'Oltrepò.
È qui che la sfida si fa piccante. Il Milan Futuro, alla sua prima stagione tra i dilettanti dopo la dolorosa retrocessione dalla C, schiera il gioiello Chaka Traorè (classe 2004, 6 gol), un nome che ha già assaggiato palcoscenici importanti. Ma la dura legge della Serie D dice altro: i veri re dei bomber vestono biancorosso.

L'Oltrepò cala sul piatto una coppia d'assi che sta facendo impazzire le difese del Girone B: Gabriele Franceschinis (2002), già in doppia cifra a quota 10, e Darian Hrom (2004), che lo segue a ruota con 9 centri. Due ragazzi che hanno meno riflettori addosso rispetto ai colleghi rossoneri, ma che stanno dimostrando di avere più "fame" sotto porta.

Per il Milan Futuro è un esame di maturità: deve dimostrare di aver assorbito l'impatto con la categoria e difendere quel quinto posto dagli assalti delle inseguitrici. Per l'Oltrepò è l'occasione della vita: battere il marchio più prestigioso del campionato per urlare a tutti che la penalizzazione è solo un numero e che i playoff sono un obiettivo reale.
Domenica non si gioca solo per i tre punti. Si gioca per dire "io ci sono". E con vent'anni di media, state certi che nessuno toglierà la gamba.


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