Olbia, non tutto è perduto: il piano per tornare subito in Serie D
A pochi giorni dalla bruciante retrocessione nel campionato di Eccellenza, maturata sul campo dopo la sconfitta nei playout contro l'Ischia, l'Olbia ha deciso di prendere la parola per delineare i contorni del proprio futuro. Attraverso una nota ufficiale, il club ha voluto fare il punto sulla situazione societaria, puntando a fare massima chiarezza sia sull'attuale stato di crisi che sulle ambizioni sportive a breve termine. La nuova proprietà ha sottolineato come l'impatto con la realtà gallurese sia stato condizionato da un pesante fardello economico trovato al momento dell'insediamento.
La dirigenza ha infatti evidenziato che oltre il 90% dei debiti complessivi è riconducibile alle gestioni passate, una situazione che ha drenato liquidità e creato non poche difficoltà operative sin dai primi mesi di mandato della Prosoccer S.r.l.. Nonostante queste criticità finanziarie ereditate, la governance ha ribadito di aver profuso ogni sforzo possibile per garantire alla squadra le risorse necessarie a giocarsi la permanenza in categoria, vedendo nel raggiungimento dei playout un risultato affatto scontato vista la drammaticità del punto di partenza.
Sebbene l'esito del campo sia stato sfavorevole, lasciando un profondo rammarico in tutto l'ambiente, i piani di rilancio non sembrano destinati a subire battute d'arresto. La società ha comunicato ufficialmente di essere già al lavoro per predisporre tutto l'iter necessario a richiedere la riammissione o il ripescaggio nel campionato di Serie D. Non si tratta di una semplice intenzione, ma di un progetto concreto e pianificato che mira a restituire immediatamente alla città e alla tifoseria la categoria che ritengono di meritare.
Per supportare questa ambizione sportiva, il club intende avviare formalmente un accordo di ristrutturazione del debito, necessario per mettere ordine tra le varie pendenze, incluse quelle verso i dipendenti. In merito alle recenti notizie di cronaca su presunte azioni legali, la società ha precisato che tali pretese non sono ancora sancite da titoli giudiziari definitivi e che in passato erano già state avanzate proposte di rientro ignorate dai diretti interessati. L'appello finale è alla responsabilità e al dialogo, considerati l'unica via per risanare la struttura e garantire un futuro solido ai colori bianchi.