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Olbia nel caos: Favarin rassegna le dimissioni, ora la squadra rischia lo smantellamento

di Redazione Notiziario del Calcio

Il sipario cala in anticipo sull'esperienza di Giancarlo Favarin alla guida dell'Olbia. In un clima di estrema incertezza, il tecnico ha scelto di rassegnare le proprie dimissioni proprio allo scadere dell'anno, sfruttando la finestra temporale che consente agli allenatori di liberarsi per cercare immediatamente una nuova collocazione in panchina. Un addio che non giunge come un fulmine a ciel sereno, ma che rappresenta l’apice di una crisi profonda che attanaglia il club sardo da diversi mesi.

L'avventura di Favarin, iniziata ufficialmente lo scorso 7 agosto, si conclude con un bottino di 19 punti conquistati sul campo. Un risultato tutt'altro che scontato, considerando che l'allenatore si è trovato a gestire una rosa estremamente ridotta e a operare in un contesto societario logorato da problematiche extra-sportive. Nonostante i limiti strutturali, la squadra era riuscita a mantenere una propria identità, ma le tensioni degli ultimi tempi hanno reso impossibile la prosecuzione del rapporto.

La tempistica dell'addio è particolarmente delicata: la squadra è attesa domenica 4 gennaio dal primo impegno del 2026 contro l’Albalonga, ma il rischio concreto è che la guida tecnica non sia l'unica casella a rimanere vuota. Il malumore all'interno dello spogliatoio è palpabile. Molti calciatori, infatti, avrebbero già manifestato la volontà di seguire l'esempio dell'allenatore e lasciare la Sardegna per accasarsi altrove. A spingere i tesserati verso la fuga sono le criticità finanziarie: il mancato pagamento degli stipendi e l'assenza di prospettive certe stanno portando la situazione verso il punto di non ritorno. Non si esclude che alcuni ex tesserati possano decidere nelle prossime ore di procedere con la messa in mora della società.

Sullo sfondo resta un passaggio di proprietà che appare sempre più nebuloso. Sebbene l’imprenditore Romi Fuke avesse espresso l'intenzione di rilevare il club, l'operazione di cessione è tuttora in alto mare. A frenare il closing sono questioni burocratiche e contabili non indifferenti: i bilanci devono ancora essere approvati e l'esatta entità della massa debitoria non è stata ancora definita con assoluta certezza.

Al momento, regna il silenzio assoluto. Né l’attuale dirigenza né la potenziale nuova proprietà hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali per fare chiarezza sul futuro. Senza novità imminenti, l'Olbia si appresta ad affrontare il nuovo anno nel momento più buio della sua gestione recente, con il rischio di un ridimensionamento drastico o, peggio, di un totale collasso tecnico e societario.


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