.

Nuova Igea Virtus, ora bisogna pensare a programmare il futuro

di Maria Lopez

La stagione della Nuova Igea Virtus si è conclusa allo stadio "D'Ippolito" di Lamezia con una sconfitta contro la Vigor Lamezia, ma il risultato sul campo è passato quasi in secondo piano. Per il club giallorosso, l'epilogo del campionato ha avuto il sapore di una liberazione più che di un traguardo sportivo.

Il settimo posto finale in classifica — sesto se si esclude la penalizzazione di cinque punti subita nel corso della stagione — rappresenta il punto di arrivo di un percorso spezzato in due. Una prima fase di alto livello, in cui la squadra guidata da Marra aveva saputo imporsi come realtà competitiva capace di impensierire le formazioni di vertice, e una seconda fase di evidente involuzione, innescata da un evento preciso: il pareggio contro la Nissa, conseguenza della sentenza emessa dal Tribunale Federale Nazionale.

Da quel momento, l'Igea Virtus ha progressivamente perso la propria identità. La squadra che fino ad allora aveva mostrato solidità e carattere si è ritrovata a trascinare un peso mentale sempre più gravoso, scivolando verso un finale di stagione vissuto in apnea, distante dagli standard che ne avevano caratterizzato la prima parte.

La trasferta di Lamezia, priva di qualsiasi rilevanza sulla classifica, è stata l'occasione scelta dal tecnico per dare spazio ai giovani. Hanno esordito in maglia giallorossa Bongiovanni, Nania e Niutta, mentre una nota positiva è arrivata da Mascari, autore della sua prima rete stagionale con la squadra. Il secondo tempo, complessivamente sottotono, non ha aggiunto molto al bilancio della giornata.

Con il fischio finale si è entrati ufficialmente nella fase del rompete le righe. Allenatore, squadra e società si ritroveranno nel corso della settimana per la tradizionale cena di fine stagione, dopodiché l'attenzione si sposterà sulla programmazione del futuro.

E su questo fronte, i segnali che arrivano dall'ambiente sono chiari. Sia il direttore sportivo Chiavaro, intervenuto prima del match, sia Marra nel post-partita hanno espresso la volontà di proseguire nel solco del lavoro svolto. La linea della continuità sembra non soltanto auspicata, ma anche la più coerente con quanto costruito: un organico che, nella prima parte del campionato, aveva dimostrato di poter competere con le migliori squadre del girone. Disperdere quel patrimonio tecnico e umano sarebbe difficile da giustificare.


Altre notizie
PUBBLICITÀ