Notaresco, l'amarezza di Vagnoni: «Senza attaccanti è dura, non dobbiamo accontentarci»
Il pareggio per 1-1 maturato nella sfida tra Notaresco e Vigor Senigallia ha lasciato uno strascico di polemiche e amarezze che va ben oltre il semplice risultato del campo. Nel post-partita, il tecnico dei rossoblù Vagnoni si è concesso un lungo e sentito sfogo ai microfoni di Rete8, prendendo le difese della propria squadra di fronte alle critiche piovute nell'ultimo periodo.
L'allenatore ha voluto innanzitutto contestare l'atteggiamento di una parte della tifoseria o dell'ambiente, rea di aver rivolto offese pesanti ai calciatori nonostante una posizione di classifica che, a suo dire, resta assolutamente in linea con le potenzialità economiche e storiche del club.
«Non ci dimentichiamo che siamo una squadra dove la società fa tanti sacrifici per poter fare questa categoria. Spende sotto la media il livello di tutte le altre squadre» ha esordito Vagnoni, mettendo subito in chiaro le differenze di budget che intercorrono tra il Notaresco e le altre realtà del girone.
Il tecnico ha poi snocciolato i numeri della stagione attuale per dare forza alla propria tesi, sottolineando come il bottino di punti fin qui accumulato sia tutt'altro che scontato, soprattutto se rapportato alle sofferenze vissute dal club soltanto dodici mesi fa.
«Avere comunque 37 punti, avendo un Infantino che gioca nemmeno la metà delle partite... Ricordiamoci sempre che Notaresco si è salvato gli ultimi 5 minuti l’anno scorso. Quindi siamo ancora in linea» ha rimarcato con fermezza l'allenatore, invitando tutti a un bagno di realtà.
Vagnoni non ha digerito il clima di ostilità che si è creato attorno al gruppo, distinguendo nettamente tra la legittima pretesa di un miglioramento sportivo e l'insulto gratuito che colpisce la dignità di chi lavora quotidianamente sul campo.
«Non capisco quelle persone che ci chiedono qualcosa in più e hanno ragione, ma poi insultare dà fastidio. Certamente potremmo farne di più, ma anche di meno» ha proseguito il mister, analizzando con freddezza le dinamiche di un campionato estremamente competitivo.
A supporto del suo ragionamento, il tecnico ha citato diverse compagini che, pur disponendo di organici sulla carta più attrezzati o di piazze storicamente più grandi, si ritrovano attualmente a rincorrere il Notaresco con un distacco considerevole in graduatoria.
«Io vedo squadre come Termoli, squadre attrezzate, Pomezia e tante altre squadre, lasciamo perdere il Chieti, che ha una situazione difficile e che ha 10-11 punti meno di noi» ha evidenziato Vagnoni, cercando di spostare l'attenzione sui meriti finora acquisiti dalla sua compagine.
Un altro tema centrale della disamina è stato quello legato alle pesanti defezioni che hanno martoriato il reparto avanzato dei teramani. L'assenza prolungata di elementi chiave ha infatti impedito all'allenatore di schierare quella che, nelle sue idee iniziali, doveva essere la coppia d'attacco titolare.
L'impossibilità di contare su giocatori del calibro di Infantino e Paudice contemporaneamente ha limitato drasticamente il potenziale offensivo della squadra, costringendo Vagnoni a soluzioni d'emergenza o a schierare elementi non ancora al top della condizione.
«Non possiamo mai giocare con due attaccanti veri, senza nulla togliere niente a Gaetani, che è arrivato con un livello fisico al di sotto degli altri. Non possiamo mai schierare un attacco come Paudice e Infantino, che sarebbe un attacco importante» ha spiegato il tecnico, evidenziando le oggettive difficoltà realizzative.
Anche la gestione dei rientri dagli infortuni sta diventando un rebus complicato. In occasione della sfida odierna, l'allenatore ha dovuto gestire con estrema cautela l'impiego di Andreassi, per scongiurare il rischio di una nuova e pericolosa ricaduta.
«Andreassi è rientrato oggi, abbiamo anche rischiato. Anzi, l’ho tolto perché ho avvertito che si potesse fare male, infatti per fortuna» ha confidato Vagnoni, chiarendo come ogni scelta sia ponderata per tutelare l'integrità fisica dei suoi calciatori in una fase così delicata.
In conclusione, il messaggio dell'allenatore è stato un mix di pragmatismo e orgoglio: pur non volendo cullarsi sugli allori, Vagnoni chiede rispetto per un percorso che ritiene corretto e coerente con la missione del Notaresco.
«Non dobbiamo accontentarci, però dobbiamo andarci piano perché ci sono diverse defezioni che ci portiamo avanti da tanto» ha chiosato il tecnico, ribadendo che la salvezza e la stabilità del club passano attraverso l'unità d'intenti e non attraverso le contestazioni.