«Non ho nulla da nascondere, chiarisca i movimenti»: Dibenedetto rompe il silenzio sul caos Barletta
La situazione in casa Barletta si fa sempre più tesa, con lo scontro interno che è ormai diventato di dominio pubblico. Attraverso una lunga nota, Michele Dibenedetto ha voluto rispondere alle recenti accuse, esprimendo tutto il suo rammarico per la gestione mediatica delle dinamiche societarie.
«Mi dispiace che questioni societarie prettamente interne siano state sbandierate in pubblica piazza al sol fine di creare una campagna d’odio nei miei confronti e cercare di intimorirmi» ha esordito Dibenedetto.
Il dirigente ha poi spiegato le motivazioni alla base delle sue recenti iniziative, puntando il dito contro la gestione finanziaria del club e chiedendo chiarezza su alcuni passaggi contabili che riguardano direttamente il sig. Romano.
«Non ho fatto altro che chiedere chiarimenti circa alcune operazioni finanziarie effettuate, da parte della SSD Barletta 1922, a favore di aziende riconducibili alla persona del sig. Romano. Se non ha nulla da nascondere, gli basta chiarire quei movimenti e la questione è risolta. Non comprendo le ragioni di questo malvagio capolavoro mediatico».
Dibenedetto ha successivamente sollevato dubbi su una presunta violazione dello statuto societario, emersa in seguito alla trasformazione della società da SSD in società di capitali, definendo il suo comportamento come un atto legittimo e necessario.
«Inoltre, appena abbiamo scoperto una violazione dello statuto societario redatto da lui ed approvato di recente, in occasione della trasformazione societaria da SSD a società di capitali, non abbiamo fatto altro che esercitare un nostro sacrosanto diritto. Evidentemente, resosi conto dell’errore grossolano, ha pensato bene di gettarmi in pasto alla piazza travisando una situazione reale e assolutamente legittima».
Le ripercussioni di questo scontro, secondo il dirigente, rischiano di compromettere la stabilità del club proprio in una fase cruciale per la programmazione sportiva e l'iscrizione al campionato di Serie C.
«Questa sua nota ha provocato gravi danni di immagine alla società per delle questioni che avrebbero dovuto risolversi internamente tra i soci senza intralciare l’iter procedurale riguardante l’iscrizione al campionato di serie C. Se questa è una scusa per cercare una via di fuga, farebbe bene a dimettersi e a farci lavorare serenamente per il bene della squadra».
Il punto fermo rimane la tutela degli interessi del club, affidando alla giustizia e alle autorità competenti il compito di dirimere le controversie, evitando il coinvolgimento della piazza che attende con ansia il ritorno tra i professionisti.
«Saranno poi le autorità competenti a decidere chi ha ragione e chi ha torto e non i tifosi che stavano aspettando da anni il ritorno nel professionismo. Per questo motivo eviterò di entrare nel tecnicismo per evitare ulteriori danni alla nostra società di calcio».
In conclusione, Dibenedetto ha voluto inviare un messaggio rassicurante alla tifoseria, confermando l'impegno necessario per superare lo stallo e garantire l'iscrizione al prossimo torneo.
«Posso solo rassicurare i tifosi del Barletta che, nonostante il clima di odio che ad arte è stato creato nei miei confronti e anche agli altri soci, ci attiveremo e sarà nostra premura sin da subito, incontrare il sig. Romano o chi per lui, per definire l’iter necessario per l’iscrizione della società al prossimo campionato».