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Nola, Langella: «L'Acerrana ha meritato ma noi abbiamo subito un altro torto»

di Massimo Poerio

L'Acerrana espugna il proprio campo battendo il Nola in una partita caratterizzata da colpi di scena e ribaltamenti di fronte. I padroni di casa granata hanno conquistato tre punti preziosi completando una rimonta negli ultimi minuti di gioco, mentre gli ospiti bianconeri hanno dovuto fare i conti con l'assenza in panchina dell'allenatore Giampà, costretto a scontare la prima delle giornate di squalifica comminate nei turni precedenti.

La gara ha vissuto su continui capovolgimenti: il Nola era riuscito inizialmente a ribaltare uno svantaggio maturato nella prima frazione di gioco, ma l'Acerrana non si è arresa e ha trovato le risorse per strappare il successo durante i minuti di recupero, regalando un finale amaro alla formazione ospite.

Al fischio finale, il presidente del Nola Giuseppe Langella non ha nascosto la propria amarezza per la prestazione dei suoi, intervenendo con dichiarazioni che hanno toccato diversi temi, dalla deludente prova della squadra alle questioni extra-campo che stanno caratterizzando la stagione del club.

"Prima di tutto, permettetemi un pensiero per la famiglia del piccolo Domenico, è una tragedia che ci ha colpiti molto", ha esordito il numero uno bianconero, riferendosi a un dramma che ha segnato la comunità. Passando poi all'analisi della partita, Langella non ha cercato giustificazioni: "Mi scuso con i tifosi del Nola per questa gara incolore. Diamo tutti i meriti all'Acerrana, noi non siamo entrati in campo".

Tuttavia, il presidente ha colto l'occasione per sollevare questioni che vanno oltre il risultato del campo, lanciando un appello diretto agli organi federali: "Vorrei fare un appello anche alla Lega affinchè nelle gare vengano giudicati meglio determinati episodi. Oggi abbiamo subito un altro torto, l'altra settimana è arrivata una squalifica pesante per il mister. Non sono alibi che cerchiamo ma mi auguro che qualcosa possa cambiare, anche per tutelare gli stessi arbitri".

Langella ha tenuto a precisare che le sue parole non rappresentano una ricerca di scuse per la sconfitta: "Ripeto, lo dico non per cercare scusanti perchè oggi il campo ha dato merito all'Acerrana, la mia squadra deve cambiare ritmo, non è una gara che rispecchia il campionato che avevamo in programma".

Un altro tema spinoso affrontato dal dirigente riguarda la gestione dell'ordine pubblico e le limitazioni imposte alla tifoseria: "Un ultimo pensiero lo rivolgo a chi gestisce l'ordine pubblico. C'è bisogno di rivedere determinate decisioni. E' risaputo che gli ultras non stanno seguendo il Nola quest'anno, perlopiù siamo seguiti da famiglie ma per l'ennesima volta abbiamo ricevuto una restrizione con il divieto di trasferta per i residenti a Nola".

La situazione della tifoseria rappresenta un nodo delicato per il club, che si ritrova a fare i conti con provvedimenti restrittivi nonostante, secondo quanto affermato dal presidente, il seguito sia composto principalmente da nuclei familiari piuttosto che da gruppi organizzati.

A conclusione del proprio intervento post-gara, Giuseppe Langella ha annunciato una decisione destinata a fare rumore: la società bianconera osserverà l'immediato silenzio stampa fino a nuova comunicazione. Una scelta che evidenzia il momento di tensione vissuto dall'ambiente e la volontà di riflettere internamente prima di tornare a comunicare pubblicamente.

La sconfitta di Acerra rappresenta quindi un momento di crisi per il Nola, chiamato ora a reagire sia sul piano tecnico che su quello dirigenziale, in attesa di poter contare nuovamente sul proprio allenatore Giampà e di ritrovare quella continuità di risultati che finora è mancata in questa fase della stagione.

 


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