Neapolis, la proprietà annuncia: "Titolo in vendita, lasciamo il calcio"
A una settimana dal termine della stagione, è tempo dei primi bilanci in casa Neapolis. La delusione per la retrocessione subita a seguito della doppia sfida con la Vibonese nei play-out è ancora tanta. In momenti come questo non è semplice parlare, ma uno strappo alla regola lo fa il presidente Eduardo Moxedano: “Il rammarico è tanto. Mi riesce difficile credere a quanto accaduto. Siamo partiti con la voglia di fare che ha sempre contraddistinto la famiglia Moxedano. Quella che voglia che ci ha fatto spesso vincere e raggiungere gli obiettivi prefissati. Purtroppo non è andata come speravamo. Credevamo di aver messo su una rosa di livello, pronta a disputare una categoria difficile come la Seconda Divisione ed invece ci eravamo sbagliati”.
Si riferisce a qualcosa in particolare?
“Ovviamente. Pensavamo di aver scelto le persone ed i calciatori giusti, ma non è stato così. Sicuramente i giocatori non sono gli unici responsabili, o almeno non tutti. La maggior parte di loro mi ha deluso e non poco. Non hanno capito la grossa opportunità che gli abbiamo dato. La possibilità di mettersi in luce in una categoria importante come questa. I risultati sono stati però scadenti e la retrocessione ne è la prova tangibile”.
Nonostante la grande delusione, si sente di salvare qualcosa o qualcuno?“Come in ogni esperienza negativa c’è sempre qualcosa di positivo e mi riferisco a Pino Ferazzoli. Una persona straordinaria. Se ne trovano poche come lui. Infatti, colgo l’occasione per ringraziarlo per il lavoro svolto qui. Può sembrarvi assurdo ma è così”.
Anche se non è il momento più appropriato, ma se le dicessi futuro, lei cosa mi risponderebbe?
“Contrariamente a quanto pensa, posso invece rispondervi con estrema serenità. Ne parlai già qualche mese fa e fu proprio allora che sia io che mio padre prendemmo la decisione di smettere con il calcio. Vi assicuro che in questi mesi la situazione non è cambiata. Anzi quell’idea si è solamente rafforzata. Sono troppe le ingiustizie subite in questi anni. Non ci siamo mai sentiti tutelati ed alla fine siamo giunti alla conclusione di vendere. Non importa la categoria. La famiglia Moxedano ha chiuso con il calcio. Vi dico che attualmente la situazione è questa. Portiamo avanti tre-quattro trattative con alcune piazze importanti. Non posso svelarvi quali, vi assicuro però che a breve ci saranno importanti novità”.