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Montespaccato, ore contate: il futuro del club tra legalità e rischio chiusura

di Redazione Notiziario del Calcio

Il futuro del Montespaccato e del centro sportivo "Don Pino Puglisi" è giunto a un bivio fondamentale, con la Corte di Cassazione chiamata a esprimersi oggi sulla confisca definitiva dei beni legati a Franco Gambacurta, condannato a trent'anni.

La vicenda trae origine da lontano, precisamente da quasi otto anni fa, quando l'operazione "Hampa" portò a decine di arresti e al sequestro preventivo della struttura sportiva, segnando l'inizio di un lungo e tortuoso iter giudiziario che oggi vive il suo terzo atto davanti agli ermellini.

In attesa della decisione della Camera di Consiglio, una delegazione del "Gruppo Sportivo Montespaccato" ha manifestato pacificamente a Piazza Cavour con un flash mob, ribadendo l'importanza di trasformare un presidio di criminalità in un simbolo di giustizia sociale per l'intero quartiere.

Riccardo Tassi, capitano della squadra, ha sottolineato come l'obiettivo primario sia restituire definitivamente l'onore e la legalità a un nome che per troppo tempo è stato associato alle cronache giudiziarie, offrendo invece alle famiglie locali storie di riscatto e sport pulito.

La preoccupazione rimane tuttavia alta, poiché, come evidenziato dal Presidente di Asilo Savoia Massimiliano Monnanni, la sopravvivenza stessa della realtà calcistica dipende strettamente dalla possibilità di continuare a operare all'interno del centro sportivo intitolato a Don Pino Puglisi.

Qualora la sentenza dovesse confermare la confisca, il progetto potrebbe finalmente decollare attraverso il "Patto di Quartiere" siglato con le istituzioni; in caso contrario, il rischio concreto è quello di dover dichiarare la parola fine su un'esperienza di inclusione unica nel suo genere.

Il percorso attuale è figlio di un'iniziativa di azionariato popolare lanciata nel 2023 per dare continuità a quanto iniziato nel 2018, quando la Regione Lazio e il Tribunale di Roma affidarono la gestione transitoria del club all'azienda pubblica di servizi Asilo Savoia.

Le tempistiche burocratiche hanno però superato ogni previsione iniziale: dopo vari rinvii tra Corte d'Appello e Cassazione, l'ultima pronuncia del gennaio 2026 aveva confermato il sequestro totale dei beni, portando la questione alla decisione finale attesa nelle prossime ore.

Indipendentemente dall'esito odierno, il prossimo 21 maggio verranno celebrati i dieci anni del programma "Talento & Tenacia", un'occasione in cui verranno delineate le strategie future o, nel peggiore dei casi, la cessazione definitiva delle attività del Gruppo Sportivo.


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