Monterotondo: problema stadio e spunta l'accordo per unire le due squadre
Il silenzio virtuale avvolge i canali ufficiali del Real Monterotondo Scalo, rimasti completamente immobili dal momento esatto in cui il triplice fischio del match contro l'Anzio ha sancito il verdetto più amaro. La sconfitta sul campo ha decretato il ritorno della compagine laziale nel campionato di Eccellenza, ponendo fine a un ciclo durato ben cinque stagioni consecutive nel massimo torneo dilettantistico nazionale.
Come analizzato sulle pagine del Corriere di Viterbo, non è stato possibile replicare i miracoli sportivi che avevano contraddistinto la storia recente del club. Occorre infatti ricordare che la squadra militava in Seconda Categoria nell'annata 2013/2014, rendendosi protagonista di una scalata pazzesca che l'aveva portata a disputare il primo campionato interregionale nella stagione 2021/2022.
Il Real Monterotondo, pur essendosi presentato ai blocchi di partenza della Serie D sempre con il ruolo di sfidante, non è riuscito a reggere l'urto della categoria a causa di scelte societarie azzardate. Dopo la miracolosa salvezza del precedente torneo, la dirigenza ha optato per una vera e propria rivoluzione della rosa, scommettendo su una linea verde composta da molti giovani di belle speranze.
La strategia societaria non ha però pagato e nemmeno i continui scossoni avvenuti sulla panchina guidata dai tecnici Stillo e Ferazzoli sono bastati a raddrizzare la rotta. Il declino del sodalizio negli ultimi due campionati è coinciso con il trasferimento temporaneo delle gare interne presso lo stadio Cecconi, un trasloco che ha comportato l'abbandono del tradizionale e storico impianto del Pierangeli.
Questo allontanamento ha scavato un solco insanabile con la tifoseria locale, la quale non ha mai digerito la scelta dei vertici di staccare la squadra dal proprio quartiere d'origine, ovvero lo Scalo. I risultati deficitari hanno fatto il resto, portando i gruppi ultras a disertare gli spalti a partire dal 2024, mentre i sostenitori dell'altra realtà cittadina, il Monterotondo 1935, sono rimasti fedeli ai propri colori.
La frattura è diventata evidente la sera stessa in cui è maturata la retrocessione, quando nella zona bassa della città sono apparsi numerosi striscioni di aperta contestazione firmati dalla tifoseria rossoblù. Nel frattempo, l'ambiente calcistico locale è scosso dalle insistenti voci riguardanti una possibile fusione tra le due principali anime calcistiche del territorio.
Questa eventualità viene vista con enorme scetticismo da molti addetti ai lavori, poiché in passato simili operazioni si sono sempre rivelate fallimentari per lo sport cittadino. I rumors si fanno tuttavia sempre più insistenti, soprattutto alla luce del fatto che il Monterotondo 1935 è riuscito a strappare la salvezza in Promozione soltanto sul filo del rasoio.
Il quadro si complica ulteriormente per via della imminente perdita della gestione dell'impianto sportivo Pierangeli. Salvo clamorosi colpi di scena dell'ultimo minuto, la conduzione della struttura verrà infatti sottratta al club e affidata a un nuovo consorzio formato dalla Polisportiva Tirreno, dai Flachi Rugby Monterotondo e dal Castrum, ridisegnando la mappa dello sport locale.