Mister Torrisi: «Reggina-Savoia, sfida di alta classifica: il destino va allenato»
Il conto alla rovescia per il big match tra Reggina e Savoia sta per esaurirsi e l'atmosfera attorno al Sant'Agata si fa sempre più elettrica. Nella consueta conferenza stampa della vigilia, il tecnico Alfio Torrisi ha tracciato la rotta per una sfida che, pur non essendo l'ultima spiaggia, rappresenta uno snodo cruciale per le ambizioni di vertice dei calabresi.
L'allenatore ha voluto innanzitutto chiarire cosa intenda per estetica nel calcio, allontanando l'idea di un gioco fine a se stesso. «Per me giocare bene significa fare la prestazione», ha spiegato con fermezza, aggiungendo che questo concetto si traduce in una squadra capace di mantenere le distanze, esercitare una pressione costante e mostrare la personalità necessaria per uscire palla al piede dalle retrovie.
Il successo ottenuto a Vallo della Lucania contro la Gelbison è stato preso come esempio di questa maturità tattica ed emotiva. «Domenica abbiamo fatto una partita eccelsa», ha commentato Torrisi, lodando la capacità dei suoi ragazzi di sapersi calare in una realtà sporca e difficile, senza mai perdere la testa nonostante la foga agonistica degli avversari.
Un tema centrale del discorso del mister è stato il rapporto con la responsabilità e la piazza di Reggio Calabria. Consapevole di essere visto come un parafulmine o una garanzia dai tifosi, Torrisi ha ammesso che allenare questa maglia è un privilegio per pochi. «Il destino va allenato, dobbiamo indirizzarlo dove vogliamo noi», ha dichiarato, sottolineando come la squadra sia passata dal -10 di novembre a giocarsi il primato alla pari.
Proprio guardando alla classifica, il tecnico ha voluto togliere pressione ai suoi, pur mantenendo altissima la tensione agonistica. Se qualche settimana fa la vittoria era un obbligo per accorciare il gap, oggi la situazione è differente: «Domani la Reggina non ha un solo risultato, non è condannata a vincere», ha spiegato, definendo la gara come una tappa fondamentale di un percorso che punta dritto all'obiettivo finale.
L'analisi dell'avversario è stata minuziosa e carica di stima per il lavoro tattico svolto dal Savoia. Torrisi ha citato numeri importanti che vedono i campani al vertice per costruzione dal basso e per capacità di non perdere palloni. «È una squadra che predilige il gioco corto e ha un'organizzazione tattica importante», ha avvertito, ricordando che su 38 reti totali, ben 36 sono arrivate dall'interno dell'area di rigore.
Per contrastare questa forza, la ricetta di Torrisi è chiara: non bisogna abbassare i ritmi nemmeno per un istante. Al contrario, servirà aumentare l'intensità e la ferocia per incidere psicologicamente sugli avversari. In questo senso, il fattore Granillo giocherà un ruolo determinante, con un record di spettatori previsto che potrebbe trasformarsi in un vantaggio non indifferente.
«La Reggina senza la sua tifoseria non può vincere», ha ribadito il mister, ricordando come il sostegno della curva e della tribuna sia diventato un elemento magico capace di trascinare il gruppo verso risultati straordinari. La spinta del pubblico, unita alla crescita costante di elementi come il giovane Macrì e l'inserimento di calciatori di qualità come Sartore e Guida, costituisce la base dell'ottimismo del tecnico.
Non è mancata una battuta sul ritorno a pieno regime del capitano Nino Barillà, definito un valore aggiunto inestimabile per doti umane e tecniche. «Nino lavorerà solo ed esclusivamente da giocatore sottopunta», ha chiarito Torrisi, spiegando come le sue letture tattiche e la sua cultura calcistica siano di un'altra categoria e debbano essere sfruttate nel cuore della manovra.
Il quadro degli indisponibili sorride parzialmente ai rossoblù, con il recupero di Porcino e la disponibilità di Distratto, nonostante qualche acciacco. Restano ai box Bevilacqua e Verduci, ma la rosa profonda permette a Torrisi di guardare alla sfida con serenità. «Siamo un corpo solo e domani dobbiamo accendere un'altra scintilla in questa gente», ha concluso il tecnico prima di tornare al lavoro sul campo.