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Milan Futuro, un altro talento rossonero è già sbocciato

di Alessandra Galbussera

Nove punti di distacco dalla capolista Folgore Caratese sono un Everest da scalare, inutile nascondersi dietro un dito. Ma dalle parti del Vismara, dove il Milan Futuro di Massimo Oddo costruisce i campioni di domani, la classifica è solo una parte della narrazione. La vittoria contro l'Oltrepò che ha consolidato il secondo posto dei giovani rossoneri non è solo tre punti in cascina: è la certificazione di un progetto che sta fiorendo. E al centro di questo giardino c'è un ragazzo romano classe 2005 che, per arrivare fin qui, ha dovuto compiere la scelta più difficile della sua vita.

Dimenticate i classici percorsi pre-confezionati dei predestinati. La storia di Jacopo Sardo, l'assoluto mattatore di quest'ultima domenica e già a quota tre centri stagionali, è materiale da romanzo.

C'è stato un periodo in cui la vita di Jacopo era un pendolo impazzito. Finivi l'allenamento con l'Ostia Mare – dove nel 2022 (non nel 2002, come qualcuno distrattamente scrive in giro) era stato aggregato giovanissimo in Serie D assieme al gemello Mattia – e poi via, a sfilarsi i tacchetti per allacciarsi le scarpe da basket. Perché Sardo non era solo un centrocampista dalle geometrie rare; era una promessa assoluta della pallacanestro italiana, capace di spingersi fino alle convocazioni in Serie A2 con l'Eurobasket Roma.

Immaginate la pressione: essere un prodigio in due sport contemporaneamente, dividersi tra l'odore dell'erba tagliata e quello del parquet lucidato. Poi, il bivio. Quello spietato, che non ammette repliche. Jacopo sceglie il calcio, sceglie il cielo aperto ai palazzetti chiusi.

Una scommessa che ha ripagato con gli interessi. Il suo talento esplode alla Lazio, tanto da stregare un esteta come Maurizio Sarri, che lo nota, lo studia e se lo porta in panchina coi grandi[1][3]. Ma Sardo non è tipo da sedersi sugli allori romani. Nel 2024 fa i bagagli, sceglie la via più difficile e formativa: va in Germania, al Saarbrücken[1][6]. Un anno di calcio fisico, teutonico, rude, perfetto per sgrezzare il talento e trasformarlo in un centrocampista totale. Poi il ritorno in patria al Monza e, infine, la chiamata del "Diavolo".

Oggi Massimo Oddo se lo coccola. L'ex terzino Campione del Mondo sa riconoscere la stoffa quando la vede, e a Sardo ha affidato le chiavi di un centrocampo che gioca e pensa da grande. Non è un caso che Carmine Nunziata lo abbia voluto con sé in maglia Azzurra per il Mondiale Under 20 di quest'inverno, consacrandolo tra le stelle emergenti del nostro calcio.

Mentre la Folgore Caratese tenta la fuga solitaria, il Milan Futuro non ha intenzione di mollare un centimetro. E con un Sardo così, capace di gestire la pressione come faceva quando doveva piazzare una tripla sulla sirena, tutto è ancora possibile. Perché se c'è una cosa che Jacopo ha imparato nel suo doppio percorso sportivo, è che le partite si vincono negli ultimi secondi.

Sia che tu stia tirando a canestro, sia che tu stia calciando sotto l'incrocio.


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