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Mestre-Treviso, il "superclassico" pesa sui playoff: domenica il gran finale al "Baracca"

di Nicolas Lopez

Domenica 3 maggio, con fischio d'inizio alle 15, lo stadio "Francesco Baracca" di Mestre ospiterà l'atto conclusivo del girone C di serie D: un appuntamento che va ben oltre la normale aritmetica di fine stagione. In campo ci saranno il Mestre e il Treviso, protagoniste dell'ennesima edizione di un derby che nel calcio dilettantistico veneto ha assunto nel tempo i contorni di una rivalità assoluta. Una sfida nella sfida, come si usa dire in questi casi.

Le situazioni di classifica delle due formazioni non potrebbero essere più diverse. Il Treviso ha già scritto la propria storia stagionale da settimane: campionato conquistato con largo anticipo, dopo aver dominato il torneo dall'inizio alla fine. Per i biancocelesti trevigiani, dunque, domenica sarà poco più di una passerella, l'occasione per festeggiare davanti ai propri rivali storici un titolo già in tasca. Tutt'altra prospettiva per il Mestre, che arriva all'ultimo atto con ancora tutto da decidere. Gli arancioneri hanno bisogno di un risultato positivo per tentare l'ingresso nella zona playoff, ma la matematica non offre certezze nemmeno in caso di vittoria: l'Este, formazione attualmente a pari punti con il Mestre, potrebbe comunque scavalcare gli Orange per effetto dei parametri secondari di classifica. Una vittoria, tuttavia, permetterebbe quantomeno di chiudere la stagione nel migliore dei modi possibili.

A complicare il quadro di un appuntamento già di per sé carico di tensione sportiva c'è però un precedente pesante, destinato quasi certamente a condizionare la cornice della partita. Il 21 dicembre scorso, al termine del match d'andata tra le due squadre, la situazione tra le tifoserie degenerò in episodi di violenza gravi e preoccupanti. Un gruppo di ultras trevigiani attaccò un autobus del trasporto pubblico che stava riportando i supporter del Mestre verso la stazione ferroviaria: il mezzo fu colpito con il lancio di bottiglie e oggetti contundenti, i vetri andarono in frantumi e nell'accaduto rimasero coinvolti l'autista del bus e un agente di polizia. Molti degli aggressori indossavano il volto coperto, rendendo più arduo il lavoro di identificazione degli investigatori. Quanto accaduto mise in luce un livello di organizzazione e aggressività che andava ben oltre la normale degenerazione da curva. Nei giorni e nelle settimane successive arrivarono fermi, arresti, denunce, Daspo e una serie di provvedimenti finalizzati a scongiurare il ripetersi di simili situazioni.

La conseguenza più immediata in vista del ritorno è che, con ogni probabilità, i tifosi del Treviso non potranno essere presenti domenica al "Baracca". L'ufficialità non è ancora arrivata al momento in cui scriviamo, ma la direzione sembra tracciata.

Il presidente del Mestre, Stefano Serena, ha commentato la situazione con amarezza, senza nascondere il rammarico per una rivalità che storicamente ha prodotto più problemi che entusiasmo sano. «Purtroppo, la storicità dei rapporti tra le due tifoserie non ha mai portato a nulla di buono e spiace che per colpa di pochi ci rimettono tutti. E anche se non c'è l'ufficialità, è probabile che all'ennesimo incontro tra queste due squadre una parte dei tifosi non potrà partecipare, in questo caso parliamo del Treviso», scrive "Il Gazzettio".

Serena non ha risparmiato una riflessione più ampia sul senso dello sport e sul ruolo che il tifo dovrebbe avere: «Privarsi di una parte del tifo, a qualsiasi livello, rimane comunque un limite per lo sport che invece dovrebbe essere di tutti, a condizione che ciò avvenga in maniera lucida e serena: però quando si perde lucidità, la serenità non c'è e avvengono gli scontri. E mi rendo conto che poi le autorità chiamate a decidere debbano usare prudenza, e comunque mi spiace perché in questo caso ci rimette il calcio, ci rimettiamo tutti: è uno degli aspetti negativi di questo mondo».

Sul piano strettamente sportivo, il Mestre non arriva all'appuntamento nelle condizioni ideali. L'ultima uscita, la sconfitta di misura ad Altavilla contro una squadra impegnata nella lotta per la salvezza, ha lasciato il segno. Il presidente Serena non ha nascosto il proprio disappunto per come è andata a finire quella giornata: «Ad Altavilla, dove abbiamo perso di misura contro una squadra che lottava per la salvezza, mi sono trovato di fronte ai festeggiamenti dei giocatori avversari e avrei preferito un altro spettacolo, lo ammetto».

A pesare in questa fase finale della stagione è anche il capitolo infortuni, decisamente più corposo rispetto all'annata precedente: «Il calcio è anche questo: e quindi noi non arriviamo benissimo all'appuntamento perché abbiamo tanti giocatori out, incerottati e infortunati, a differenza dello scorso anno, quando la squadra era al completo durante le ultime giornate. Quest'anno le ultime giornate invece sono caratterizzate da tanti infortuni. Avremmo voluto presentarci in maniera più completa, diversa, questo è poco, ma sicuro».

Eppure, nonostante le difficoltà, Serena non rinuncia alla fiducia nei propri uomini: «Ma sono convinto che chi entrerà, chi andrà in campo darà il massimo e farà il meglio che potrà». Una dichiarazione che sa di sfida raccolta, di quell'orgoglio che nei derby non si mette mai da parte, indipendentemente dalle condizioni fisiche o dalla posta in palio.

Domenica, dunque, al "Francesco Baracca" si chiude un campionato lungo e intenso. Con una cornice probabilmente ridotta sugli spalti, ma con novanta minuti che per il Mestre potrebbero valere ancora moltissimo.


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