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Mestre, pugno duro delle Questure: trasferte vietate e tifosi bloccati, ecco il motivo

di Redazione Notiziario del Calcio

Il panorama del tifo organizzato arancionero subisce una brusca battuta d'arresto in vista dei prossimi impegni agonistici della squadra. Attraverso una nota ufficiale diffusa dalla società A.C. Mestre, è emerso che le autorità competenti hanno adottato provvedimenti estremamente restrittivi che impediranno ai sostenitori di seguire la formazione veneziana nelle prossime due trasferte di campionato.

La notizia è giunta nel pomeriggio di ieri, quando la Questura di Treviso e la Questura di Padova hanno notificato al club i provvedimenti relativi alle gare in programma rispettivamente per domenica 18 gennaio a Conegliano e per domenica 25 gennaio a Este. In entrambi gli appuntamenti, le porte dei settori ospiti rimarranno chiuse, privando la squadra del supporto dei propri fan in una fase cruciale della stagione.

Nello specifico, le disposizioni prefettizie impongono il divieto assoluto di vendita dei tagliandi per tutti i sostenitori del Mestre e, più in generale, per chiunque risulti residente all'interno della provincia di Venezia. Si tratta di una misura preventiva drastica che colpisce l'intera tifoseria arancionera, indipendentemente dall'appartenenza a gruppi organizzati, e che trasformerà i prossimi due turni esterni in sfide da disputare in un clima di isolamento forzato. La decisione è stata comunicata formalmente attraverso due documenti distinti inviati alla sede del club, rendendo di fatto impossibili eventuali ricorsi o modifiche alla gestione del ticketing per le sfide contro il Conegliano 1907 e l'Este.

Le ragioni che hanno spinto le autorità a optare per una linea così severa risiedono in una valutazione accurata del Comitato di Analisi per la Sicurezza nelle Manifestazioni Sportive. Secondo quanto riportato nelle comunicazioni ufficiali delle Questure, i divieti sono figli diretti dei disordini e dei fatti accaduti durante il post-partita della sfida tra Treviso e Mestre. Quegli episodi hanno innescato una riflessione approfondita sulla tutela dell'ordine pubblico e sulla necessità di prevenire ulteriori criticità. Di conseguenza, le autorità hanno ritenuto necessario intervenire con questa doppia sanzione per evitare che la tensione accumulata in precedenza possa sfociare in nuovi incidenti, mettendo la sicurezza delle manifestazioni sportive al di sopra della partecipazione del pubblico ospite.


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