Messina, otto finali per la salvezza. Pedicone: «Questo stemma pesa tanto...»
Il Messina si avvia verso una delle fasi più cruciali della stagione sportiva. Al termine della pausa, la formazione giallorossa scenderà nuovamente in campo per affrontare la Nissa, in un confronto che assume contorni decisivi nell'economia della lotta per non retrocedere. L'impegno si preannuncia complesso: gli avversari sono pienamente inseriti nella battaglia per le posizioni di vertice di un torneo caratterizzato da grande equilibrio, dove pochissimi punti separano le compagini coinvolte.
Per la squadra peloritana, che nella giornata di ieri ha sostenuto un doppio allenamento – con la sessione pomeridiana svoltasi a Santa Teresa insieme alla Jonica – si tratta della prima di otto partite che avranno il valore di autentici spareggi nel rush finale del campionato.
Nelle ultime settimane la formazione ha lasciato per strada diverse opportunità importanti, tuttavia le possibilità di centrare l'obiettivo della permanenza diretta nella categoria rimangono concrete. La pausa di campionato rappresenta quindi un'occasione preziosa non solo per recuperare le energie dal punto di vista atletico, ma anche per consentire al gruppo di metabolizzare con maggiore efficacia i principi tattici di mister Feola.
Tra i giocatori determinati a essere protagonisti in questa fase conclusiva figura Alessio Pedicone, approdato nella città dello Stretto sul finire di dicembre, sebbene fosse già da tempo inserito nel gruppo prima della formalizzazione del tesseramento. Il suo ingaggio è stato fortemente caldeggiato dalla dirigenza Romano-Martello, ma paradossalmente il suo arrivo ha coinciso con una fase di difficoltà sul piano dei risultati: nelle ultime dieci giornate sono arrivati solamente due successi, ottenuti contro Acireale e Paternò.
L'esterno sinistro non nasconde l'importanza di questa pausa: «Questa sosta ci serviva – spiega Pedicone – stiamo lavorando intensamente con il mister e un po' di riposo era necessario per recuperare, perché nel finale di stagione ogni partita pesa tantissimo».
Il giocatore è stato tra i protagonisti del concitato finale della gara di Favara, caratterizzato da una serie di sostituzioni e da un episodio confuso legato proprio al suo cambio, mai concretamente effettuato. Ne è scaturita una situazione caotica in panchina e, alla ripresa del gioco, l'assegnazione di un calcio di rigore particolarmente contestato che ha portato al pareggio.
«Ho avuto i crampi – racconta – poi mi sono rialzato e mi sentivo bene, così ho detto al mister che potevo continuare a giocare. L'arbitro ha fatto un po' di confusione perché pensava che la sostituzione fosse già stata effettuata, ma alla fine sono rimasto in campo. Adesso i punti pesano tantissimo e tutti lottano per i propri obiettivi. Dobbiamo metterci qualcosa in più per salvare la categoria».
L'analisi di Pedicone si estende anche alla condizione generale della squadra in questo momento delicato della stagione. «Sicuramente qualcosa è cambiato perché quando i punti cominciano a pesare tutti vogliono salvarsi. Questo stemma pesa tanto e forse anche per questo abbiamo abbassato un po' il ritmo. Ora però dobbiamo pensare soltanto a stare bene, recuperare energie e affrontare queste otto finali nel modo giusto. La Nissa? Ormai non guardiamo più contro chi giochiamo, dobbiamo soltanto fare punti per raggiungere il nostro obiettivo, che resta la salvezza diretta».
Le parole dell'esterno mancino fotografano con lucidità il momento attraversato dal Messina: la consapevolezza del peso della maglia e della responsabilità che comporta, unita alla necessità di ritrovare continuità e determinazione nelle prestazioni. La squadra si trova di fronte a un bivio: da una parte la possibilità di conquistare direttamente la permanenza nella categoria, dall'altra il rischio di complicare ulteriormente una situazione già delicata.
Il calendario non concede sconti e ogni punto conquistato o perso può risultare determinante. L'intensità del lavoro svolto durante la sosta testimonia la volontà dello staff tecnico di preparare al meglio questo ciclo finale, cercando di colmare eventuali lacune e di infondere nel gruppo quella mentalità vincente indispensabile quando la posta in palio diventa così alta.
La sfida contro la Nissa assume quindi un significato particolare: non tanto per l'identità dell'avversario, come sottolineato dallo stesso Pedicone, quanto per l'urgenza di ripartire con il piede giusto dopo la pausa e di dare un segnale di discontinuità rispetto alle recenti difficoltà. Otto partite che possono decidere il futuro della squadra, otto occasioni per dimostrare carattere e qualità, otto finali da affrontare con la massima concentrazione e determinazione.