Messina, l'urlo di Feola dopo il palo: «La buona sorte non ci assiste, meritavamo la vittoria»
Il terzo pareggio consecutivo ottenuto lontano dalle mura amiche lascia un retrogusto amaro in casa Messina, specialmente per il modo in cui è maturato. Il tecnico Vincenzo Feola non ha nascosto la propria delusione al termine del match, sottolineando come la vittoria sia sfuggita soltanto per una questione di centimetri a causa del legno colpito da Zerbo nelle battute conclusive.
«Sono amareggiato per i risultati e i ragazzi, perché lavorano in un certo modo in allenamento» ha esordito l'allenatore, mettendo in risalto l'impegno costante del gruppo che lo segue con dedizione. Il dispiacere principale riguarda proprio l'incapacità di raccogliere i frutti dei sacrifici quotidiani, nonostante un approccio alla gara giudicato corretto e progressi evidenti settimana dopo settimana.
L'ex timoniere del Savoia ha poi analizzato l'aspetto psicologico che sta condizionando le prestazioni della squadra, ricordando che giocare in una piazza come quella peloritana comporta oneri non indifferenti. «Non dimentichiamoci che ci sono una tradizione e una storia che non è facile onorare» ha spiegato Feola, evidenziando come il blasone del club generi una pressione che i calciatori avvertono inevitabilmente sulla propria pelle.
Con il distacco dalla salvezza diretta che rimane fissato a cinque lunghezze, il tecnico ha voluto lanciare un messaggio di resilienza a tutto l'ambiente. Nonostante il tempo stringa e l'obbligo di fare punti diventi sempre più pressante, la resa non è un'opzione contemplata: «Il campionato non è finito, mancano ancora sei finali» ha tuonato il mister, invitando tutti a tirare le somme soltanto al triplice fischio dell'ultima giornata.
Secondo l'analisi dell'allenatore, la squadra non deve assolutamente mollare, poiché ogni sfida futura rappresenterà un capitolo a sé stante da interpretare con la stessa mentalità mostrata nelle recenti uscite. La prestazione odierna, al di là del punteggio finale, ha visto i giallorossi protagonisti di numerose occasioni da rete, sebbene sia mancata la precisione nell'ultimo passaggio.
Il tema della sfortuna resta però centrale nel commento post-partita, visti i precedenti immediati che hanno visto il Messina fermarsi sul più bello. Dopo il legno colpito da Roseti contro la Nissa, è arrivato quello di Zerbo a strozzare in gola l'urlo della gioia: «La buona sorte non ci assiste, gli episodi non ci hanno aiutato» ha ribadito con amarezza l'allenatore dei siciliani.
Per Feola, vedere due pali interni colpiti proprio a ridosso del novantesimo in due gare consecutive è la fotografia esatta del periodo sfortunato che sta attraversando la squadra. Eppure, la superiorità territoriale mostrata in campo resta un dato di fatto: dopo un unico sussulto iniziale della Vibonese, c'è stata una sola compagine padrona del rettangolo di gioco.
Proprio per questa supremazia non concretizzata, il tecnico ha concluso con una nota di orgoglio misto a frustrazione, convinto che il verdetto del campo sia stato bugiardo rispetto a quanto prodotto dai suoi uomini: «Avremmo strameritato la vittoria» ha sentenziato il mister, chiudendo l'analisi di una domenica che avrebbe potuto cambiare il volto della classifica.