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Messina, l'allarme di Feola: «Siamo stati spremuti, ma questo gruppo di uomini veri va solo ringraziato»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il pareggio per 1-1 ottenuto dal Messina sul campo della Nuova Igea Virtus rappresenta la sintesi perfetta di un campionato vissuto costantemente in apnea. Al termine del match di Barcellona Pozzo di Gotto, il tecnico Vincenzo Feola ha analizzato con grande onestà il momento della squadra, evidenziando le fatiche di un gruppo che non ha mai smesso di lottare nonostante le avversità.

«Oggi è stato l’emblema della nostra annata. Le stagioni vengono indirizzate dall’episodio, dipende se positivo o negativo», ha esordito l'allenatore amaranto, rammaricato per le numerose defezioni che hanno condizionato la preparazione della sfida. «Avevamo Pedicone infortunato, Maisano squalificato, Roseti e Bosia si erano fatti male e oggi nel riscaldamento ha dato forfait Clemente».

Nonostante l'emergenza continua, Feola ha voluto tributare un plauso pubblico ai suoi calciatori per la dedizione dimostrata sin dall'inizio del torneo, ricordando il peso psicologico e fisico di una partenza ad handicap. «Essendo una squadra già in difficoltà questi ragazzi vanno elogiati e ringraziati per quello che hanno fatto fino adesso, non soltanto nell’ultimo periodo».

Il tecnico ha poi proseguito sottolineando lo sforzo profuso dai suoi uomini: «Questa squadra è stata spremuta, partire in quelle condizioni non era facile sotto l’aspetto fisico. Possiamo giocarci i playout per conquistare la salvezza, può darsi che in casa saremmo stati avvantaggiati, ma a volte è meglio avere un solo risultato a disposizione».

Secondo la visione dell'allenatore, l'obbligo di vincere potrebbe paradossalmente trasformarsi in un vantaggio psicologico rispetto a chi può gestire due risultati su tre. «Il regolamento può condizionare la squadra che ne ha due. Sono certo che il pubblico ci seguirà ovunque andremo, quindi è come se giocassimo in casa», ha dichiarato Feola con ferma convinzione.

Entrando nel merito della prestazione odierna, il mister ha reso onore alla forza dell'avversario incontrato, ribadendo che nessuno ha concesso sconti sul terreno di gioco. «Abbiamo affrontato una squadra importante che senza la penalizzazione si sarebbe giocata la promozione fino all’ultimo, il valore dei giocatori dell’Igea non lo scopro io».

L'analisi del match racconta di una sfida aperta, in cui il Messina ha gettato il cuore oltre l'ostacolo nonostante le rotazioni ridotte all'osso. «Oggi si è giocata la partita per vincere, non ha regalato niente, com’è giusto che sia. Noi la potevamo sia vincere che perdere, i ragazzi hanno dimostrato grande voglia, attaccamento e professionalità».

Le scelte tattiche forzate hanno impedito al tecnico di gestire le energie nel finale, portando molti protagonisti al limite della resistenza fisica. «Siamo venuti qui con 6 giocatori in meno, non potendo fare tanti cambiamenti, un aspetto condizionante. Avrei voluto togliere Oliviero, ma non potevo mancando Maisano. Werner aveva i crampi, Bombaci e De Caro avevano difficoltà».

Nonostante la stanchezza, il Messina ha dimostrato di avere ancora le carte in regola per difendere la categoria contro avversari di spessore. «Contro due squadre forti, quali Igea e Vigor Lamezia, abbiamo dimostrato che siamo vivi e ce la possiamo giocare fino all’ultimo secondo per salvarci», ha rilanciato con forza l'allenatore.

Resta però il rimpianto per la mancanza di cinismo sotto porta, un difetto che ha caratterizzato gran parte del cammino stagionale dei siciliani. «Il problema nostro è stato questo sin dall’inizio, creare tantissimo e non essere cinici. Non si può segnare un solo gol se hai quattro o cinque occasioni, basti pensare a quella di Matese nel primo tempo».

La mancanza di cattiveria agonistica negli ultimi sedici metri rischia di vanificare l'ottima mole di gioco prodotta, un copione che Feola spera di non vedere più nella partita più importante dell'anno. «C’è rammarico perché abbiamo in avanti giocatori strutturati e non riusciamo a fare gol. Un copione che si ripete da un po’».

In chiusura, il tecnico ha rivolto un auspicio alla sorte, sperando che il lavoro fatto finora venga finalmente premiato nel momento decisivo della stagione regolare. «In quel modo rischi anche di perderla. Le occasioni le abbiamo avute. Mi auguro che nella partita decisiva quel pizzico di buona sorte ci dia una mano», ha concluso Vincenzo Feola.


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