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Luparense, Zanini avvisa il girone C: «Stiamo già costruendo il futuro, vogliamo un campionato di vertice»

di Redazione Notiziario del Calcio

Dopo aver condotto la Luparense verso una salvezza conquistata con determinazione nel complicato girone C di Serie D, Nicola Zanini ha analizzato il percorso compiuto e i progetti futuri ai microfoni di Padovasport. Il tecnico vicentino, tornato sulla panchina dei Lupi a gennaio dopo le parentesi Agovino e Beoni, ha saputo ridare equilibrio a un ambiente che rischiava il tracollo, garantendo la permanenza in categoria con un turno d'anticipo.

«Innanzitutto dammi del tu» ha esordito l'allenatore con un sorriso, sottolineando il valore umano dell'impresa sportiva portata a termine in questi mesi. «Al di là dell'obiettivo raggiunto, che era ciò che mi è stato chiesto, per me è stata un'esperienza incredibilmente utile per tante cose. Non era per niente facile e scontato. Ricordiamoci che io ero il terzo allenatore. Si può discutere se potevamo finire la stagione con qualche punto in più e forse a livello di prestazioni ci stava benissimo, ci è girato un po' male negli episodi. Ma, per ciò che abbiamo creato, per come abbiamo lavorato a testa bassa, non era per niente facile e sono stato molto soddisfatto».

Subentrare a stagione in corso rappresenta sempre una sfida complessa, specialmente quando le aspettative iniziali della società erano ben diverse dalla lotta per non retrocedere. Zanini ha dovuto agire tempestivamente per invertire la rotta di una squadra che appariva smarrita sotto il profilo del gioco e dei risultati.

«Ho lavorato su quello che ho trovato, come il direttore Attilio Gementi. Siamo arrivati dopo. Sicuramente prendere una squadra a gennaio, che aveva fatto solo 19 punti e che doveva lottare per fare un altro tipo di campionato, e che invece si è ritrovata in difficoltà, non è stato per niente facile. Poi, quello che è successo prima non mi interessa, ma quello che ho trovato era da sistemare parecchio sotto tutti i punti di vista. Devo ringraziare i ragazzi, perché si sono messi a disposizione in maniera perfetta. Non sto assolutamente parlando male dei miei colleghi che mi hanno preceduto, anzi, ho molto rispetto e credo siano dei bravissimi allenatori. Tante volte non si incastrano le cose e quindi ci si trova a fare campionati diversi da quello che uno puntava a fare».

Nonostante le criticità emerse durante l'anno, il tecnico non ha mai dubitato delle potenzialità del gruppo, intravedendo in alcuni momenti della stagione anche la possibilità di puntare a traguardi più prestigiosi della semplice salvezza.

«Sì, sono sempre convinto di raggiungere l'obiettivo. C'è stato un momento anche in cui, se le cose fossero girate in maniera più favorevole, potevamo forse anche riuscire ad agganciarci al treno playoff. Dopo non ci siamo riusciti per varie situazioni, ma ero assolutamente positivo».

Il legame tra Zanini e i colori rossoblù è profondo, radicato in stagioni passate che hanno lasciato il segno. Proprio questa affinità elettiva con l'ambiente di San Martino di Lupari è stata la molla che lo ha spinto a tornare, nonostante avesse sul tavolo altre proposte professionali.

«Ero ancora sotto contratto con la Dolomiti Bellunesi e quello che ho accettato quest'anno l'ho fatto esclusivamente per la Luparense. Avevo avuto altre richieste, ma l'ho fatto per il presidente, per la società, perché sono legato a loro e spero veramente che ci vadano bene le cose, perché sarei davvero contento. Lo dico non per me, ma in generale. C'è tutto per fare bene».

Guardando al futuro, l'allenatore ha confermato che il suo impegno con il club continuerà anche nella prossima stagione, con l'obiettivo dichiarato di alzare l'asticella e regalare gioie maggiori alla proprietà guidata da Stefano Zarattini.

«Sto già lavorando sulla prossima stagione, siamo al lavoro. Il progetto era proprio quello di iniziare quest'anno per poi continuare per la stagione prossima. Ho appena finito una riunione! Tendo ad azzerare subito, perché nel calcio ci sono da una vita e quello che hai fatto ieri, anche se rimane, è stato fatto ieri. Avanti tutta. Qua c'è una società importante, un presidente che secondo me, per tutti gli sforzi che fa e per come si comporta, merita sicuramente di avere più soddisfazioni. Il che, non vuol dire vincere, anche perché specialmente in un campionato come la Serie D è complicato. Ma, fare un campionato importante, di vertice, e giocarsela fino alla fine».

La strategia per il prossimo anno sembra chiara: costruire una rosa equilibrata e funzionale, evitando gli eccessi che spesso possono rivelarsi controproducenti nella gestione di un gruppo.

«Di sicuro il passo è quello di fare un campionato competitivo per le parti alte della classifica. Lo dico senza nessun timore. Quindi, sta tutto lì, nel costruire una squadra adatta per questa tipologia di campionati. Sicuramente i mezzi ci sono. Come sempre le cose verranno fatte con senso, perché è proprio quella la difficoltà. Bisogna farle con equilibrio e tante volte si pensa di fare di più e l'esagerazione non porta da nessuna parte, perché poi ci sono i giocatori da gestire durante la stagione. Bisogna fare le cose fatte bene, con giudizio».

Zanini, nell'intervista rilasciata ai colleghi di Padovasport, ha poi allargato lo sguardo al panorama calcistico veneto, commentando il momento del Vicenza, piazza a cui è rimasto molto legato sia come ex calciatore che come tifoso.

«Hanno fatto un ottimo lavoro. L'anno prossimo in Serie B, il Vicenza deve fare un anno di tranquillità. L'obiettivo primario dev'essere quello di salvarsi bene. Se viene qualcos'altro in più bene, ma il salto c'è. Le categorie sono fatte proprio per quello. È una piazza esigente, ci ho giocato e il rischio è sempre quello di vedere il bicchiere mezzo vuoto. Si sale di categoria, abbiamo passato un po' di anni molto complicati e la Serie C, per una piazza come Vicenza di cui sono anche tifoso, non c'entra niente. Lo sappiamo tutti. Ora, guadagnata la B, bisogna tenersela stretta».

Infine, un pensiero ai derby che infiammeranno la prossima stagione cadetta, con una gerarchia tutta personale dettata dal cuore biancorosso.

«Se non gioco con la Luparense andrò a vederlo! Poi c'è anche il derby con il Verona, che per il tifoso del Vicenza è qualcosa in più rispetto a quello con il Padova. Il derby con la D maiuscola è considerato quello con il Verona, gli altri sono derby con la d minuscola, senza nulla togliere al Padova».


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