Le società di serie D in cerca di risposte per programmare il futuro
Gli ultimi impegni ufficiali in serie D sono così lontani che neanche ce li ricordiamo. Ben 48 squadre su 166 non scendono in campo da oltre due mesi, le altre da cinquanta giorni. Tutta la Lega Nazionale Dilettanti si interroga sul proprio futuro, con un aspetto chiaro: l'intenzione è quella di tornare a giocare. E sarebbe sicuramente la scelta più sensata: il campo sarebbe, come giusto che sia, il giudice supremo e si eviterebbero tantissimi ricorsi. La domanda, però, sorge spontanea: ci sono le condizioni per ricominciare? Tornare in campo, ok, ma a che costo?
Nelle tantissime interviste che la redazione di notiziariocalcio.com sta tenendo, negli ultimi giorni sta emergendo un dato inequivocabile: società, staff e calciatori vogliono risposte. Non si tratta di voler riprendere a giocare o meno, ma si tratta di avere certezza. Tra i professionisti, il comunicato emesso in settimana dalla Figc (CLICCA QUI), dà chiaramente indicazioni su come ripartire e, infatti, le squadre si stanno organizzando in tal senso. I vertici della LND, invece, sono ancora in attesa ed hanno dichiarato, più volte, di voler aspettare pareri autorevoli.
Questo limbo porta non pochi problemi: le società, infatti, lamentano di non sapere se dover programmare una ripresa del campionato o pensare alla stagione 20-21 (che, almeno sulla carta, dovrebbe iniziare con un ritiro tra 100 giorni...); senza contare che, diversi calciatori, sono in affitto presso la città della propria squadra d'appartenenza, senza sapere cosa riserverà loro il futuro.
Una situazione grottesca che, purtroppo, è figlia di un'emergenza sanitaria che non poteva essere in alcun modo preventivabile. Ma è anche lecito, da parte delle società e degli addetti ai lavori della quarta serie nazionale, avere delle risposte più concrete.