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La trappola del Fadini e il veleno dell'ex: Giulianova-Ancona è un thriller per cuori forti

di Alessandra Galbussera

Mancano otto curve al traguardo e l'aria, nel Girone, si è fatta improvvisamente rarefatta. I margini d'errore sono azzerati, i punti pesano come macigni e ogni pallone vagante nasconde le insidie di un'intera stagione. Domenica alle 14:30, sul prato del "Rubens Fadini", non andrà in scena una semplice partita di calcio. Giulianova-Ancona è un testamento psicologico, un incrocio mortale tra chi non ha più intenzione di smettere di sognare e chi ha l'obbligo categorico di fuggire dal purgatorio della Serie D.


Sfidare il Giulianova in casa, oggi, equivale a infilare la testa nelle fauci del leone. Bisogna riavvolgere il nastro fino a un lontanissimo 28 settembre (ko contro il Notaresco) per trovare l'ultima squadra capace di violare il fortino giallorosso. Da allora, un abisso. Dieci giornate di imbattibilità casalinga che non sono figlie del caso, ma della sapiente architettura di Rosario Pergolizzi. L'esperto tecnico ex Reggina non si è limitato a subentrare: ha ribaltato l'inerzia emotiva di un gruppo depresso, trasformandolo in una testuggine impenetrabile e letale. Undici punti nelle ultime settimane sono il biglietto da visita di una fuoriserie lanciata a fari spenti verso la griglia playoff. L'Ancona è avvisata: al Fadini non si passa per caso.


Ma dall'altra parte della barricata c'è un animale ferito e, per questo, infinitamente pericoloso. L'Ancona sbarca in Abruzzo con una valigia carica di emozioni contrastanti. Da un lato, l'adrenalina per aver finalmente detronizzato l'Ostiamare, prendendosi la vetta della classifica con un colpo di reni che sa di strapotere tecnico. Dall'altro, le scorie fisiche e mentali della cocente sconfitta nella finale di Coppa Italia di Serie D contro la Pistoiese.

Come reagiranno i dorici? Mister Agenore Maurizi, da vecchio lupo di mare della panchina, ha lavorato tutta la settimana sulla testa dei suoi giocatori. Deve trasformare la frustrazione della Coppa in rabbia agonistica per il campionato. La notizia vitale per i biancorossi è il recupero di Rovinelli: il suo rientro dall'infortunio restituisce ad Ancona la bussola tattica in mezzo al campo, l'uomo capace di dettare i tempi in una bolgia che si preannuncia infernale.


Se il calcio fosse un film di Hollywood, sapremmo già chi inquadrerebbe la telecamera al novantesimo minuto. In una partita così densa di significati, il destino ha piazzato la più letale delle variabili impazzite: Antonio Martiniello. Sette reti in campionato per il bomber ex Cavese, ma soprattutto un passato recente difendendo proprio i colori biancorossi dell'Ancona. È il grande ex della sfida. L'uomo che conosce i segreti della retroguardia dorica e che scenderà in campo con quella fame atavica, quel veleno sportivo che solo chi affronta il proprio passato possiede. Riuscirà a rovinare la festa ai suoi vecchi tifosi?

Domenica alle 14:30 le tattiche salteranno, i moduli diventeranno carta straccia. Giulianova contro Ancona è una questione di nervi, sudore e attributi. Il professionismo chiama, ma per rispondere bisogna prima sopravvivere all'inferno del Fadini.


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