La matricola terribile che mette paura alle big in serie D ora sogna in grande
C'è un vecchio adagio in Serie D che dice: "I campionati si vincono con la difesa, ma i play-off si conquistano con l'anima". Se guardate distrattamente la classifica, vedrete il Rovato Vertovese al sesto posto, una "matricola" che sta facendo un bel campionato. Ma se guardate davvero, se leggete tra le righe di quelle ultime cinque partite, vedrete la mina vagante che nessuna delle "nobili" (Piacenza e Pro Sesto in primis) vorrebbe trovarsi di fronte a maggio.
La notizia non sono i 42 punti. La notizia è che il sogno del doppio salto dall'Eccellenza alla Serie C non è più un delirio di onnipotenza, ma una possibilità concreta supportata da un fattore che le statistiche faticano a raccontare: la capacità di soffrire.
I colleghi delle altre testate puntano il dito sulla differenza reti: "Solo +5", dicono, "la peggiore tra le prime della classe". È vero, il Sangiuliano City fa meglio e sta sotto. Ma questa statistica, letta al contrario, rivela il vero segreto della banda Belotti.
Il Rovato non è una macchina da guerra che vince 4-0. È una squadra chirurgica. Segna 29 gol (pochi), ne subisce 24 (non pochissimi), ma quei gol pesano come macigni. Il successo contro la capolista Lentigione e il blitz contro la Pro Sesto non sono figli del caso, ma di un cinismo spietato. È la filosofia del "massimo risultato col minimo sforzo", una dote che nei gironi di ritorno, quando le gambe tremano e i palloni scottano, vale doppio.
Se la difesa regge l'urto, là davanti il Rovato ha trovato la sua formula magica. Non servono bomber da 20 gol se ne hai due che segnano sempre quando conta. Bertazzoli (7 centri) e Bertuzzi (6) non sono solo i capocannonieri della squadra; sono l'incarnazione dello spirito operaio di questo gruppo. Si sacrificano, pressano e, quando la palla arriva in area, non perdonano. Tredici gol in due su ventinove totali: quasi il 50% del fatturato offensivo passa dai loro scarpini. Belotti lo sa: finché la "B2" gira, la C è possibile.
Ora però arriva il difficile. Domenica c'è la Trevigliese. Sulla carta, un sedicesimo posto che fa rima con "vittoria facile". Ma attenzione: questo è il classico testacoda trappola.
Perché questa partita è così cruciale? Perché mentre il Rovato giocherà con l'obbligo di vincere, sugli altri campi si scatenerà l'inferno. Lo scontro diretto tra Pro Sesto e Desenzano è un assist clamoroso: comunque vada, qualcuno là davanti perderà punti. E con il Piacenza (a +5) nel mirino e la Cittadella Vis Modena col fiato sul collo, i tre punti di domenica potrebbero valere l'aggancio definitivo al treno play-off.
Un anno fa, di questi tempi, si costruiva l'impresa in Coppa Italia contro il Barletta. Quella vittoria ha iniettato nel DNA del club la consapevolezza di poter battere chiunque in gara secca. Ed è proprio questo che fa tremare le grandi del girone: arrivare ai play-off contro il Rovato Vertovese significa affrontare una squadra che sa come si vincono le finali.
La Serie C è ancora un'utopia? Forse. Ma a Rovato hanno smesso di guardare in basso per salvarsi. Ora guardano in alto, e la vista inizia a piacere parecchio.