La favola di Gigante, dal Gela alla C. Un "sì" che vale una carriera
A marzo, di solito, si fanno i conti per i playoff o si studiano le tabelle salvezza. Non si fanno le valigie. O almeno, così diceva la logica fino a qualche tempo fa. Ma il calcio è materia viva, fluida, e la storia di Gabriele Gigante ne è la prova lampante.
L'esterno palermitano, classe 2004, ha appena compiuto il salto che ogni ragazzino della Serie D sogna di notte: passare dai dilettanti ai professionisti senza passare dal via (il mercato estivo). Lascia il Gela (Girone I) e firma per la Sambenedettese (Lega Pro, Girone B). Un biglietto di sola andata per il "calcio dei grandi" staccato quando i botteghini sembravano ormai chiusi.
Gigante non è il primo e non sarà l'ultimo. Stiamo assistendo a una tendenza affascinante: i club di C, alle prese con infortuni o cali di forma nel rush finale, pescano il jolly tra i dilettanti sfruttando lo status di svincolato (post-risoluzione). Era successo con Oliver Kragl (dall'Andria al Trapani), poi con Eric Biasiol (dall'Heraclea al Foggia). Ora tocca al talentuoso esterno siciliano. 21 presenze, un gol, tre assist e tanta corsa sulla fascia: numeri che hanno convinto la Samb a puntare su di lui per il finale di stagione. Non un riempitivo, ma una scommessa tecnica: baricentro basso, rapidità ed esuberanza giovanile.
Ma in questa storia c'è un coprotagonista che merita un applauso tanto quanto il giocatore: il Gela Calcio. Perdere un titolare under a marzo è un danno tecnico non indifferente. Eppure, di fronte alla "chiamata della vita" per un ragazzo di 22 anni, la società non ha alzato muri. Ha scelto l'umanità.
Il comunicato del club è un esempio di stile che andrebbe insegnato a Coverciano: «La decisione nasce dall’opportunità per il calciatore di firmare con una società professionistica... il Gela Calcio ha ritenuto giusto non ostacolare». Niente clausole, niente ripicche, niente braccio di ferro. Solo la consapevolezza che, a volte, lanciare un ragazzo verso il professionismo vale più di tre punti la domenica. «Merita di potersi giocare questa possibilità», scrivono i dirigenti gelesi. Chapeau.
Ora per Gigante arriva il bello (e il difficile). La Sambenedettese è una piazza che scotta, il "Riviera delle Palme" è uno stadio vero e la Serie C non perdona chi non corre al doppio della velocità di pensiero. Passare dal Girone I della D al Girone B della C in 24 ore è un trauma positivo che va gestito. Ma Gabriele ha la fame di chi si è guadagnato ogni centimetro partendo dal Ragusa e passando per Gela.
Il treno è passato a marzo, in ritardo sulla tabella di marcia canonica, ma perfettamente in orario per cambiare una vita. Buona fortuna, Gigante. E grazie al Gela per averci ricordato che i giocatori sono, prima di tutto, persone con dei sogni.