L’Inferno del Puttilli e le chiavi del Paradiso: Barletta-Martina non è una partita, è il destino
Ci sono partite che valgono tre punti. E poi ci sono crocevia epocali in cui la matematica si fa da parte per lasciare spazio alla psicologia, al sudore e alla storia. Quello che andrà in scena oggi pomeriggio sul prato del "Puttilli" non è un semplice scontro al vertice del campionato di Serie D. Barletta e Martina si giocano un intero anno di sacrifici in novanta, asfissianti, minuti.
Dimenticate la categoria: per blasone, calore e posta in palio, questo è un derby pugliese da palcoscenici nettamente superiori.
La classifica recita un clamoroso ex aequo: 51 punti a testa. Un equilibrio perfetto, un braccio di ferro che dura da mesi e che ora, a sole otto giornate dal gong finale, richiede una rottura. Vincere oggi non significa solo mettere la freccia e portarsi a +3. In sfide così tirate, il contraccolpo psicologico per chi esce sconfitto è devastante. Chi si prende l'intera posta in palio invia un messaggio di onnipotenza a tutto il girone; chi cade, rischia di vedere le proprie certezze sgretolarsi nel momento clou dell'anno.
Il Martina è chiamato all'impresa più ardua: espugnare una vera e propria fortezza. Il "Puttilli" sarà una bolgia biancorossa, un muro di suono pronto a spingere il Barletta e a far tremare le gambe agli avversari. È qui che entra in gioco l'intelligenza tattica ed emotiva di mister Massimo Laterza.
Leggendo tra le righe delle sue dichiarazioni della vigilia ("Vogliamo dimostrare la nostra forza con serenità e umiltà"), emerge chiara la strategia del tecnico biancazzurro. Laterza fa il pompiere. Sa benissimo che se i suoi ragazzi si faranno travolgere dal nervosismo ambientale, il Barletta avrà vita facile. La "serenità" invocata è lo scudo con cui il Martina vuole respingere l'urto dei padroni di casa nei primi, infuocati, venti minuti di gara.
C'è poi un altro campionato, parallelo a quello del rettangolo verde, che il Martina ha già stravinto. Lo ha ricordato, con orgoglio palpabile, il presidente Lacarbonara: "Vedere coinvolta un'intera città, soprattutto i bambini, è la vittoria più grande". In un calcio sempre più frammentato e distratto, aver ricostruito un legame viscerale tra la squadra, il territorio e le nuove generazioni è un trofeo che nessuna classifica può quantificare.
Ma l'appetito vien mangiando. Il Martina ha ricostruito le fondamenta di una grande piazza, ora però c'è da mettere il tetto. E quel tetto si chiama Serie C.
Oggi pomeriggio le chiacchiere lasceranno il posto al rumore dei tacchetti nel tunnel degli spogliatoi. Barletta contro Martina. Il Puttilli vestito a festa, un pallone che peserà quintali e un solo pass per i professionisti sul tavolo. Allacciate le cinture.