L'addio di un bomber: l'Offanenghese saluta Forbiti con un tributo speciale
L'Unione Sportiva Offanenghese ha voluto congedarsi dal proprio centravanti di riferimento, Marco Forbiti, con un gesto insolito per il mondo del calcio dilettantistico: un tributo pubblico, firmato direttamente dal presidente del club, che va ben oltre il semplice saluto istituzionale.
Il messaggio, diffuso attraverso i canali ufficiali della società, rompe con la consuetudine. «Non siamo soliti ringraziare pubblicamente un calciatore che termina la sua esperienza con l'Offanenghese», si legge nell'incipit del comunicato, quasi a sottolineare l'eccezionalità del momento. Un'eccezione che la dirigenza giallorossa ha ritenuto non solo opportuna, ma doverosa.
Al centro del commiato c'è la figura di un attaccante che ha lasciato un segno profondo nella storia recente del club cremonese: non soltanto per i gol realizzati, ma per il modo in cui ha incarnato i valori dello spogliatoio e il senso di appartenenza alla comunità di Offanengo. «Tu sei Marco… il NOSTRO Bomber!», recita il testo con enfasi, segnalando come il giocatore abbia assunto nel tempo un ruolo che trascende la semplice dimensione agonistica.
Il comunicato ripercorre la carriera del calciatore in maglia numero 9 attraverso le immagini che hanno accompagnato il post: istantanee di gioia, di impegno in campo e di legame viscerale con la società. Un archivio emotivo che, secondo il club, racconta «la tua meravigliosa storia in giallorosso».
Tra i riconoscimenti espressi dalla presidenza, spicca il riferimento alla coesione di gruppo: Forbiti viene ricordato non solo come finalizzatore, ma come figura capace di tenere unite le anime dello spogliatoio «anche nei momenti difficili». Un aspetto, questo, che nel calcio di base riveste spesso un peso determinante quanto i risultati sul campo.
Il presidente cita poi un episodio diventato emblematico: il bomber, dopo aver segnato una rete, avrebbe sfondato non solo la porta avversaria ma anche «la recinzione del campo per venirci ad abbracciare». Un gesto istintivo e genuino, rimasto evidentemente impresso nella memoria della società come simbolo del carattere dell'uomo prima ancora che del calciatore.
Nel testo trova spazio anche un ringraziamento personale nei confronti di Andrea Trenta, presentato come qualcuno che Marco Forbiti ha introdotto nell'ambiente del club, contribuendo ad allargare la famiglia giallorossa. «Grazie per averci fatto conoscere e aver reso uno di noi anche Andrea Trenta», si legge nel comunicato.
Il saluto si chiude con una certezza che il club esprime senza riserve: Marco resterà sempre un tifoso dell'Offanenghese, indipendentemente da dove lo porterà il prosieguo della carriera. «Sotto la tua pelle e sotto i tuoi tatuaggi ci sono le strisce giallorosse della tua maglia n.9», conclude il presidente, in quello che suona come un sigillo definitivo su un legame destinato a non spezzarsi del tutto.
Un addio, insomma, che sa già di appartenenza permanente.