L'addio commosso del "Pocho" Banegas a L'Aquila: «Le nostre strade si dividono, ma l'amore per questa città non si distruggerà mai»
Ci sono addii che pesano più di altri, saluti che non possono essere racchiusi in un freddo comunicato stampa. Quello di Pablo Ezequiel Banegas a L'Aquila 1927 è uno di questi. Dopo due anni e mezzo di magie, gol e un legame viscerale con la piazza, le strade del fantasista argentino e del club rossoblù si separano.
Non è un addio banale. Nel video di saluto diffuso in queste ore sui social del club, il "Pocho" si è mostrato senza filtri: occhi lucidi, voce rotta dal pianto e il cuore in mano. Non parla solo il calciatore che ha calcato l'erba del "Gran Sasso", ma l'uomo e il padre che in Abruzzo ha trovato una seconda casa, il luogo dove ha visto crescere la sua famiglia.
Banegas lascia per una scelta tecnica e personale, legata alla sensazione di non sentirsi più al centro del progetto tecnico, nonostante la volontà della società di trattenerlo. Ma al di là delle dinamiche di calciomercato, restano le parole di un uomo profondamente grato.
Le parole di Pablo Banegas
"Vorrei solo dire grazie alla società, sicuramente L'Aquila 1927, per questi due anni e mezzo vissuti bellissimi, indescrivibili. Abbiamo vissuto delle cose troppo belle. Mi sono sentito come non mai in un campo di calcio. Il Gran Sasso è stato veramente il giardino di casa mia e quindi questo vale più di tutto.
E poi alla città, L'Aquila… che dire? Ringraziare, perché comunque ha fatto nascere mia figlia. E come hanno trattato a me e alla mia famiglia, questa è la cosa più importante. La mia figlia più grande è cresciuta qui a L'Aquila, è andata a scuola tre anni dei suoi quattro, quindi figurati: è più aquilana lei di quell'altra che è nata qui. Quindi niente, solo dire grazie. Sicuramente non sarà un addio, ma come si dice, un arrivederci, perché sicuramente torneremo. Nella vita non si sa mai.
Però oggi le nostre strade si dividono. È una scelta sommamente personale. La società mi ha voluto tenere fino all'ultimo momento ed io ho deciso, per una questione tecnica, per non sentirmi più magari al centro del progetto - forse è una cosa mia, non lo so - di fare un passo indietro, o di lato, e cercare altri nuovi obiettivi. Ma il calore e l'amore di questa città e di questi tifosi con la mia persona e con la mia famiglia non si potrà mai distruggere".