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Ischia, Carlino a cuore aperto: «È come aver vinto un campionato, il calcio lo faccio solo qui o tifo Napoli»

di Redazione Notiziario del Calcio

Lello Carlino ha vissuto la sfida decisiva per la salvezza dell'Ischia con un'intensità che solo chi ha questi colori nel sangue può comprendere appieno. Al termine di una gara sofferta ma trionfale, l'ex presidente ha espresso tutta la sua gioia per un traguardo che pesa quanto un successo finale.

«Come tutti gli ischitani sul campo è stata una cosa incredibile, è come se avessimo vinto un campionato perché stavamo buttando via tanti sacrifici fatti per anni da me, da Pino e di chi è venuto dopo di noi, quindi veramente l'ho sentita tanto questa partita. Il primo tempo secondo me abbiamo giocato bene, abbiamo iniziato male la ripresa e poi invece l'ultima mezz'ora c'è stato solo l'Ischia».

«Con l'entrata anche di Montanino la squadra è cambiata completamente, quindi mi dispiace per l'Olbia perché ha fatto la sua partita ma il calcio è anche questo. Ritorniamo in Serie D e già mi aspetto un grandissimo derby se siamo nello stesso girone col Forio, perché è un'annata felice per tutti i colori ischitani e foriani, quindi forza Ischia sempre».

Il ritorno sulle tribune del Mazzella ha rappresentato un momento di forte riconnessione con la tifoseria, un legame che Carlino ha voluto esaltare sottolineando come la spinta della piazza sia stata determinante per ribaltare l'inerzia del match e conquistare la permanenza nella categoria.

«Penso che veramente il dodicesimo uomo in campo, il tredicesimo e il quattordicesimo l'hanno fatto i tifosi, sono stati magnifici, non hanno mai mollato e hanno cantato per tutti i novanta minuti. La squadra credo che abbia sentito il loro incitamento, quindi diciamo è stata una suddivisione al cinquanta per cento tra merito dello staff e della squadra e soprattutto di questi ragazzi che sono stati encomiabili».

«I calciatori sono stati bravissimi sempre, come al solito trasmettono delle emozioni che nessuno può mai dimenticare, né i presidenti, né gli allenatori, né i calciatori stessi. Rivivere queste emozioni assieme ai tifosi, con questi due gol importantissimi in questa partita, è stato qualcosa di speciale che ripaga di ogni attesa e speranza».

In merito al futuro e al suo coinvolgimento personale con il club, Carlino ha dissipato ogni dubbio, confermando che il suo supporto non mancherà mai, nonostante le oggettive difficoltà logistiche e familiari che lo hanno tenuto fisicamente lontano in alcuni frangenti della stagione.

«Darò sempre una mano, l'ho detto al presidente Laura. Come purtroppo sapete, alcuni impegni familiari non mi permettono di essere presente per questo sono mancato, ma qualche partita l'ho vista, non sono mancato due anni precisi, nelle partite importanti sono sempre stato presente. Oggi per la prima volta non ho festeggiato con mia mamma che ha novant'anni, è la prima festa della mamma che salto».

«Questo serve proprio per far capire che veramente Ischia ha dei valori e io ho un amore viscerale per essere qui. Non festeggiare con la mia mamma, anche se tutti dicono che sono un mammone, la dice lunga su quanto io sia appassionato a questi colori. In questi giorni ho avuto tante telefonate di sindaci che volevano darmi altre squadre in Campania, ma il calcio lo faccio a Ischia o da nessuna parte».

«La fede è una e i colori sono unici per me. Oltre all'Ischia sicuramente c'è il Napoli, ma oltre non vado. Non esiste altra piazza o altra proposta che possa convincermi a investire o a impegnarmi in altri progetti calcistici, perché il mio cuore appartiene solo a questa isola e a questa maglia, come ho dimostrato scegliendo di essere qui oggi».

La salvezza ottenuta rappresenta dunque non solo un risultato sportivo, ma la base solida su cui continuare a costruire il futuro del calcio isolano, con la certezza di poter contare ancora su figure storiche che non hanno mai smesso di soffrire per la causa gialloblù.


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