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Il "virus" Kings League spacca la Serie D: dopo il caso Fasano, scoppia la grana Altavilla. Chajari fuori rosa, Er Faina attacca

di Anna Laura Giannini

C'era una volta il calcetto del giovedì, quello che gli allenatori di Serie D vietavano per paura di una distorsione alla caviglia. Oggi quel calcetto si è trasformato in un mostro mediatico da milioni di visualizzazioni, con regole da videogioco e streamer al comando. E la convivenza con il calcio "vero", quello fatto di trasferte in pullman, fango e punti salvezza, è diventata impossibile.

Dopo il terremoto a Fasano, con l'addio di Vono e il dietrofront di Corvino, la Kings League torna a mietere "vittime" illustri nel massimo campionato dilettantistico. Questa volta il teatro dello scontro è il Girone C, e la "pietra dello scandalo" è Othman Chajari, centrocampista totale e perno dell'Unione Altavilla La Rocca. O meglio, era un perno. Perché da oggi Chajari è un separato in casa.

La società veneta non ha usato mezzi termini. Di fronte alla volontà del giocatore di partecipare al torneo di calcio a 7 con la maglia dei Caesar, il club ha risposto con la linea dura: multa salata e fuori rosa immediato. Una decisione drastica, che arriva in un momento cruciale della stagione (siamo a marzo, ogni punto pesa come un macigno), ma che lancia un segnale inequivocabile: la Serie D non accetta di spartire i propri tesserati con nessuno. I club pagano rimborsi, garantiscono vitto e alloggio, e pretendono esclusività e focus totale. Il rischio infortuni e la dispersione di energie mentali in un torneo "show" non sono contemplati.

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato Damiano "Er Faina", presidente dei Caesar e volto noto del web, che ha trasformato la questione contrattuale in una battaglia mediatica. Secondo l'influencer, l'Altavilla avrebbe fatto il doppio gioco: "Purtroppo Chajari non potrà più giocare con noi. Non per sua volontà, ma per colpa della società che prima gli ha detto una cosa e poi un’altra. Addirittura avrebbe preso una multa e sarebbe stato messo fuori rosa. Chiedo alla società di mettersi una mano sulla coscienza e di togliergli la multa e reintegrarlo in rosa.  Il problema è che hanno detto si per un mese e poi due giorni prima della partita si sono tirati indietro. Non è molto rispettoso. Tante società ci chiedono collaborazioni, ma con altre purtroppo è impossibile discutere. Fossi un club semi sconosciuto, mi farebbe piacere avere una visibilità. Ma è un mio pensiero. Spero che da qui a 5 anni la Kings League possa avere la forza di fare un torneo dove tutte le squadre avranno a disposizione 12 giocatori, con 3 allenamenti a settimana e con stipendi pagati dal movimento. È difficile, ma tanti giocatori in Serie D o Eccellenza non percepiscono chissà che stipendi”.


Un appello che suona quasi come una sfida al sistema: i presidenti della Kings League, forti della loro potenza di fuoco sui social, stanno provando a scardinare le rigide gerarchie del calcio federale.

Ma l'Unione Altavilla La Rocca sembra aver seguito alla lettera il "modello Fasano". In Puglia, la società aveva messo i giocatori davanti a un bivio: o il campionato o lo streaming. Non esistono zone grigie. Siamo di fronte a un bivio storico per la categoria. Da una parte la visibilità planetaria e il divertimento della Kings League, dall'altra la professionalità (spesso non riconosciuta contrattualmente come tale, ma pretesa nei fatti) della Serie D.

Il caso Chajari è l'ennesimo avviso ai naviganti: chi sceglie di entrare nella gabbia della Kings League, rischia di trovare chiusa a chiave la porta dello spogliatoio della domenica. La guerra è appena iniziata.


Fasano-Vono è rottura. Colpa della Kings League
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